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  2. Археологический Памятник Манну

La civiltà nuragica si sviluppò tanto nell’entroterra quanto sulle coste. Le eredità archeologiche di Dorgali sono testimoni della notevole frequentazione e della vivacità culturale sui litorali sardi durante la protostoria. Il simbolo è il complesso del nuraghe Mannu, inerpicato in cima a un promontorio, 200 metri a picco sul mare, la cui vertiginosa parete basaltica scende sino alla codula di Fuili, a poca distanza da grotte del Bue Marino e Cala Luna. La posizione dominante e scenografica era strategica, lo sguardo si allarga su tutto il golfo di Orosei. Un sentiero da Cala Fuili conduce su nei pressi dell’area archeologica, forse era stato tracciato dalle genti nuragiche per raggiungere un approdo vicino. Arrivando in auto, la deviazione per il Mannu è al quarto chilometro della strada per il borgo di Cala Gonone. Dal bivio il nuraghe dista due chilometri, gli ultimi 800 metri da percorrere a piedi.

L’area del Mannu è costituita da un nuraghe monotorre al centro di un insediamento prima nuragico, poi romano, esteso oltre due ettari. La torre a tholos (falsa cupola) è costruita con filari irregolari di grandi massi di vulcanite e basalto. L’altezza attuale è di quasi cinque metri, il diametro alla base di tredici. L’ingresso architravato immette in un corridoio coperto a piattabanda, che conduce prima a un vano scala – della quale rimangono dodici gradini -, poi a una camera quasi interamente ostruita dal crollo. Nella cinta muraria esterna noterai quattro nicchie, verosimilmente postazioni di guardia, con funzione di avvistamento e di difesa delle decine di capanne attorno al nuraghe. È probabile che il nome mannu (grande) sia da attribuire all’esteso insediamento abitativo più che al monumento. Le capanne vicine alla torre sono tonde, costruite con pietre non levigate; man mano che ci si allontana, diventano rettangolari. Sul ciglio del burrone, il villaggio è protetto da un muro che si integra con la roccia. A circa cento metri dal complesso sorge un altro insediamento, uno dei maggiori della Sardegna nuragica, su Nuragheddu, con più di 200 capanne di varie forme e dimensioni, non ancora scavate.

Nelle fasi terminali dell’età nuragica, l’area fu frequentata da fenici, punici e poi dai cives dell’antica Roma di età repubblicana e imperiale. La coesistenza di culture è evidente: il Mannu è il contesto ideale per studiare l’evoluzione finale della civiltà nuragica e la romanizzazione delle Barbagie. Alle capanne nuragiche si sono sovrapposte le strutture romane, sia di uso civile che magazzini con silos, macine e giare. Ogni edificio è composto da due ambienti comunicanti, i muri sono in conci riusati o semilavorati, i tetti erano di tegole e coppi sorretti da una travatura lignea.

Il primo esploratore dell’area fu Antonio Taramelli (1927). Dal 1994 a oggi, da una lunga serie di scavi è emersa una notevole quantità di frammenti ceramici e litici d’uso quotidiano - vasi, tegami, tazze, fusaiole, pesi da telaio, pestelli, macine -, che vanno dall’età del Bronzo medio sino all’età del Ferro (XVI-IX secolo a.C.). È stata trovata anche una stele che presuppone nelle vicinanze l’esistenza di una tomba di Giganti. Frammenti di laterizi e ceramiche documentano l’epoca romana, mentre anfore del basso impero, sigillate africane con simboli cristiani e tegole del IV-VI secolo attestano la fase tardo-antica e bizantina del sito: una continuità che conferma la sua strategicità lungo le vie commerciali costiere. Una selezione di reperti, dalla protostoria all’alto Medioevo, è esposta nel museo archeologico di Dorgali.

Mannu e Nuragheddu sono due degli innumerevoli siti preistorici del territorio dorgalese. La necropoli Conca ‘e Janas è una delle eredità più antiche, altre domus de Janas sono Pirischè e di Isportana. Poco più recente è il dolmen di Motorra, uno dei più noti nell’Isola. Tra i nuraghi complessi spiccano il Purgatoriu e l'Oveni, a 500 metri dal villaggio-santuario Serra Orrios, che con cento capanne, sala delle riunioni e due templi a megaron, è uno dei principali insediamenti nuragici. Funzione di vedetta aveva anche del monotorre Gulunie, a ridosso della cala di Osalla. Altri villaggi nuragici sono le 130 capanne del nuraghe Arvu e il più celebre di tutti, quello del monte Tiscali. La tomba di Giganti per eccellenza è s’Ena ‘e Thomes, risalente al Bronzo antico.

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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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