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  2. 塔羅斯考古區(Area di Tharros)
Uno dei più importanti ed evocativi lasciti archeologici del Mediterraneo si trova sulla punta meridionale del Golfo di Oristano, nella Sardegna centro-occidentale

Insediamento nuragico, emporio fenicio, fortezza cartaginese, urbs romana, capoluogo bizantino e capitale arborense: a Tharros scoprirai oltre due millenni di storia. Le rovine dell’antica città, fondata nell’VIII secolo a.C. e abbandonata nell’XI d.C., sorgono nella propaggine meridionale della penisola del Sinis, nel territorio di Cabras. Il ‘museo all’aria è un anfiteatro naturale affacciato sul mare e delimitato dall’istmo di capo san Marco e dai colli della borgata di San Giovanni di Sinis e di su Murru Mannu (grande muso), in cima al quale troverai la testimonianza più antica, i resti del villaggio nuragico, abbandonato prima dell’avvento dei fenici. Resti di due nuraghi spuntano anche sul promontorio di san Marco, un altro è ipotizzato alla base della torre di san Giovanni, una delle tre – oltre a ‘torre vecchia’ e Turr’e Seu - erette a difesa del golfo dalla Corona spagnola (XVI secolo).

Le eredità fenicie sono due necropoli e il tophet, santuario cimiteriale dove erano deposte le urne contenenti i resti incinerati di neonati e animali sacrificati. Con l’avvento cartaginese, all’incinerazione fu affiancata l’inumazione, furono riusate le sepolture a fossa fenicie e aggiunte tombe ‘a camera’, segnalate da steli con immagini delle divinità Baal Hammon e Tanit. Provengono dai sepolcri migliaia di manufatti dei corredi funebri: ceramiche, gioielli, amuleti, scarabei. Sotto il dominio punico i quartieri di Tharros, tra cui quello artigianale specializzato nella metallurgia del ferro del Montiferru, si distendevano ‘a terrazze’ sulla collina di San Giovanni, da cui partivano le mura difensive della città fortificata. Prima della conquista romana (238 a.C.) furono eretti edifici civili e di culto, tra cui il tempio ‘delle semicolonne doriche’, rampa gradonata decorata a rilievo nella parte alta con semicolonne doriche e lesene. Il tempio fu in parte smantellato in età imperiale e sorse un nuovo santuario, uno dei tanti dei quali i romani costellarono la città. Nel tempietto K, costituito da portico e altare con cornice a gola egizia, spicca il reimpiego di due blocchi con incise lettere semitiche, pertinenti a un probabile (preesistente) ‘tempio delle iscrizioni puniche’. Affascinante è il tempio a pianta di tipo semitico, delimitato in tre lati su quattro da pareti di roccia. Al centro c’era un recinto a colonne (peristilio), il cui pavimento è decorato da un mosaico policromo. Il tempio di Demetra deve il nome a un ambiente dove furono rinvenute due terrecotte riferite alla dea. Ti colpirà il tempio tetrastilo, affacciato sul mare: sono in piedi due colonne (ricostruite), del resto rimangono le basi. Molti ‘pezzi’ dei templi furono reimpiegati, per esempio nella chiesa di Santa Giusta.

In età repubblicana fu avviato un processo di rinnovamento che culminò in età imperiale. L’urbs fu trasformata secondo schemi ortogonali: percorrerai strade ‘regolari’, lastricate e canalizzate per il deflusso, espressione di un articolato sistema fognario. Passeggiando su cardo e decumano maximi immaginerai vita e attività di duemila anni fa. Nel massimo splendore (III d.C.) sorsero tre impianti termali, a ridosso del mare. Nell’alto Medioevo parti delle terme divennero sepolture bizantine, altre furono annesse a un complesso paleocristiano comprendente un battistero (V-VI d.C.) e un santuario, forse l’ecclesia sancti Marci. Di età imperiale ammirerai anche parti di acquedotto, in particolare il castellum aquae, serbatoio di distribuzione in centro città, ‘impermeabilizzato’ e suddiviso in tre navate da pilastri. Le aree funerarie romane erano più ampie dei loro predecessori, con tombe ‘alla cappuccina’, inumazioni in anfore, mausolei, sarcofagi e altri tipi di sepolture.

Prima che la sede episcopale fosse trasferita a Oristano (1071), divenuta capitale del giudicato d’Arborea, Tharros subì una lenta decadenza, collegata a incursioni saracene e conseguente spopolamento. Sin dal XVII secolo i corredi funerari delle necropoli furono preda di cercatori di tesori. Non meno deleteri furono alcuni scavi ufficiali del XIX secolo. Nei decenni successivi il saccheggio continuò: per fortuna, il ‘bottino’ finì in parte al British Museum di Londra, parte è nei musei archeologici di Cabras e Cagliari e all’Antiquarium arborense di Oristano. Dopo gli scavi scientifici ottocenteschi, le indagini ripresero a metà XX secolo. Non si sono mai fermate, regalando continuamente (e tuttora) nuove scoperte.

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Come arrivare

從奧里斯塔諾抵達卡布拉斯,然後根據指向“San Giovanni di Sinis”的路牌,在省立公路SP6上駕駛約12公里。然後根據路牌指示駛入直接與“Tharros”(塔羅斯)古城相連的道路,繼續駕駛1.5公里左右即可到達。

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Ingresso a pagamento
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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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