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  2. Chiesa di San Pietro di Sorres(聖.彼得.索雷斯)教堂
Nel territorio storico del Meilogu, nella parte nord-occidentale della Sardegna, sorge uno degli edifici ecclesiastici sardi più famosi: la sua storia e le ricche decorazioni vi stupiranno

Al mattino, mentre dal monastero adiacente risuonano canti gregoriani intonati da eteree voci maschili, nella chiesa il sole nascente penetra da tre finestrelle dell’abside rischiarando l’altare e infondendo sensazione di raccoglimento ed estasi mistica. La luce esalta le forme armoniche ed eleganti dell’ex cattedrale di san Pietro di Sorres, bellissima architettura romanico-pisana eretta in cima a un colle vulcanico, vicino a Borutta e alla statale 131, dove noterai resti di un nuraghe e di tombe bizantine. L’edificazione avvenne in più tempi: i lavori, iniziati tra 1171 e 78, quando già esisteva l’abitato di Sorres, terminarono nella prima metà del XIII secolo. Su un gradino del portale è scolpita la scritta Mariane maistro, forse firma del ‘direttore’ dei lavori. La chiesa, sede episcopale per oltre tre secoli, fu l’unico edificio a rimanere in piedi quando Sorres fu rasa al suolo dagli aragonesi. La popolazione si riversò a Borutta, nuova residenza del vescovo. Nel 1503 la diocesi sorrense fu incorporata in quella di Sassari, nei secoli successivi, l’ex cattedrale fu abbandonata. Grazie ai restauri di fine XIX secolo divenne monumento nazionale, mentre a metà XX, ritornò agli antichi splendori e accanto fu costruito, in stile neoromanico, l’attuale monastero benedettino, abbazia dal 1974.

Le fasi costruttive si riflettono nella veste architettonica: parti in calcare e pietra vulcanica si sovrappongono a pilastri in muratura. L’esterno è caratterizzato dalla bicromia alternata di arenaria chiara e basalto scuro. Garantiscono omogeneità al complesso le decorazioni geometriche: rombi e ruote a giri concentrici corrono lungo tutto il perimetro. Fianchi e abside sono impreziositi da ‘ricami’ decorativi nella pietra: colonnine, archetti pensili, mensole, fregi, intarsi e strombature. La facciata è ripartita in quattro livelli, i primi tre ritmati da arcate e finte logge, l’ultimo, liscio, termina con un timpano con al centro un occhio circolare con croce in pietra. L’interno è diviso in tre navate: la centrale separata dalle laterali minori da due file di otto pilastri cruciformi, sui quali si innestano le arcate della copertura a crociera. Gli archi ‘centrali’ sono a tutto sesto, quelli laterali a sesto rialzato, per contenere le spinte delle volte, come una vela gonfiata dal vento. Sul presbiterio sopraelevato è posto l’altare maggiore, alle spalle la nicchia che fungeva da cattedra vescovile. La luce, oltre che dalle finestrelle in facciata e nell’abside, penetra da monofore sulle pareti: filtra la luce ‘necessaria’, lasciando la silenziosa penombra che invita alla preghiera. La navata sinistra ospita una quattrocentesca Madonna col Bambino, venerata come regina del Meilogu. Nell’ambone si trova un pulpito marmoreo ‘gotico’, forse del XIV secolo. In fondo all’edificio noterai un sarcofago: la tradizione lo identifica col sepolcro del beato Goffredo, vescovo che fece erigere la cattedrale, un ‘tempio’ intriso di simbolismo. La metafora è la chiesa quale ‘nave di Pietro’ protesa verso il Signore risorto. L’orientamento ovest-est fa compiere al fedele un cammino da tramonto ad alba, da morte a vita, da peccato a grazia. L’apice, nell’ambone, è la tomba vuota di Cristo, annuncio della Pasqua. Anche le statue sono cariche di significati.

Di recente la chiesa, oggi abbaziale, è stata arricchita anche da opere moderne: coro ligneo, organo, altare in pietra, tabernacolo ispirato a modelli medioevali e Crocifisso pensile in bronzo dorato. Prima erano state aggiunte casa canonica e sacrestia, da cui, attraverso un andito, giungerai nella sala capitolare che ospita una via crucis dipinta da Aligi Sassu. I monaci hanno attrezzato la foresteria per l’accoglienza: vi organizzano corsi per sacerdoti e settimane di ‘ritiro’ e liturgia. Nel monastero è allestito il museo della cattedrale di Sorres, che illustra la storia della diocesi tra opere d’arte e manufatti architettonici. La sezione archeologica è riferita a preistoria ed epoca romana, in particolare alla grotta Ulari – posta alla base del colle del monastero -, abitata dal Neolitico e usata come luogo di sepoltura. Anche il villaggio originario, Gruta (da cui Borutta), prende nome dalla grotta. La festa più sentita del paese (29 giugno) prevede una processione dalla parrocchiale all’ex cattedrale. Dentro il borgo è da visitare l’oratorio di santa Croce (XII secolo), originaria rettoria, saltuaria sede dagli ultimi vescovi di Sorres.

Visita questo posto perché...

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Come arrivare

在距離Borutta小鎮中心一公里處的地方駛入國家公路SS131,然後轉向省立公路SP130。 在繼續駕駛約2公里的拐角處即可找到圣.彼得.索雷斯教堂。

Nelle vicinanze

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Ingresso
Ingresso libero
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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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