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D’inverno le sue case, arroccate a quasi 600 metri d’altitudine sulle sponde del rio s’Adde, sono imbiancate dalla neve: uno scenario incantato al centro dell’Isola. Macomer è una cittadina di oltre diecimila abitanti del Marghine, sin dall’Antichità crocevia tra nord e sud. Nel 1478 vicino al castello di Macomer (ne restano i ruderi) si svolse la storica battaglia tra sardi, condotti dal marchese Leonardo Alagon e aragonesi, che pose fine ai sogni d’indipendenza isolana. Commercio, produzione casearia e industria tessile e di smaltimento rifiuti sono le attività principali. Nel museo Le arti antiche, ospitato in una residenza nobiliare ottocentesca, approfondirai la conoscenza sulle sue tradizioni agropastorali e artigiane. Nella mostra-mercato Macomer in Fiera ci entrerai in contatto diretto.

Nel centro storico, case antiche ricordano il dominio spagnolo. Della stessa età è la parrocchiale di San Pantaleo (1635), in posizione panoramica, contraddistinta da tre navate, portale a timpano e campanile opera di Michele Puig (1573). Tra le altre chiese, si distinguono Nostra Signora d’Itria e la Vergine del Soccorso, residue tracce bizantine. Attorno all’abitato, ammirerai una varietà di paesaggi punteggiati da boschi: gli altopiani di Campeda e di Abbasanta, la catena del Marghine e il monte di sant’Antonio, dove verdeggiano querce secolari. In cima sorge la chiesetta in onore del santo, celebrato a metà giugno. Tra gli appuntamenti, da non perdere la mostra del Libro, principale rassegna regionale del genere.

In origine era forse Macopsissa, città punica citata dal geografo Tolomeo (II secolo d.C.). In epoca romana il centro fu strategico luogo di passaggio: non a caso le testimonianze sono resti di vie con massicciate e sei pietre miliari, due custodite nel museo G.A. Sanna di Sassari. Il territorio macomerese è stato abitato sin dalla preistoria: nella grotta Marras è stata ritrovata (1949) una statuetta (di 14 centimetri) della Dea Madre, la ‘Venere di Macomer’, ‘ risalente al Paleolitico superiore, oggi custodita nel museo Archeologico nazionale di Cagliari. All’eneolitico (inizio II millennio a.C.) risalgono le quattro domus de Janas scavate nella pietra calcarea della necropoli di Filigosa, che ha dato il nome alla cultura di Filigosa-Abealzu. Alle pendici della stessa altura c’è il nuraghe Ruju con un’unica torre di 13 metri di diametro. È una delle innumerevoli testimonianze nuragiche della cittadina, tra cui spiccano il complesso sepolcrale di Perdas de Tamuli, la tomba di Giganti di Puttu ‘e Oes e, soprattutto, l’imponente nuraghe Santa Barbara, costituito da una torre centrale, alta ben 15 metri, bastione a quattro torri e attorno un ampio villaggio: una delle maggiori eredità preistoriche dell’Isola.

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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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