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  2. 提斯卡里古代人居區(Area di Tiscali)
In provincia di Nuoro, nel cuore più profondo della Sardegna, c'è un luogo insolito, nascosto e misterioso, all'interno del Monte Tiscali, dove il tempo sembra essersi fermato

Un tesoro archeologico celato nella cresta di un monte, in un suggestivo angolo delle Barbagie. Il villaggio ipogeo di Tiscali è un insediamento nuragico unico per topografia e architettura, incastonato in un’enorme dolina generatasi da uno sprofondamento nel ‘tetto’ del rilievo omonimo. Forse fu l’ultimo baluardo delle genti tardo-nuragiche contro l’avanzata romana. Scoperto a inizio XX secolo, è caso di studio per conoscere le civitates Barbariae che popolavano il centro-est dell’Isola in età repubblicana. Il monte Tiscali, alto poco più di 500 metri, separa i Supramonte di Oliena e di Dorgali. Due mondi opposti: a ovest, l’aspra e selvaggia valle di Lanaittu, a est, quella dolce e fertile di Oddoene, dove scorre il rio Flumineddu, che ha ‘scavato’ la gola di Gorropu. Dentro il monte si apre la dolina. In origine era una grotta carsica, poi la volta crollò e la frana fu ‘colonizzata’ da lecci, ginepri, frassini, olivastri, lentischi e fichi.

Riparato da sole, vento e pioggia, è un luogo dal micro-clima ideale: fresco d’estate e caldo d’inverno. Su una parete si spalanca un enorme finestrone che un tempo consentiva di sorvegliare la valle, oggi di ammirare il panorama. Potrai salire da ambo i fianchi del monte ma sino a pochi metri dall’ingresso della caverna ‘scoperchiata’, non scorgerai nulla. All’interno, un sentiero percorre il bordo della dolina, fiancheggiando un precipizio di 200 metri: camminerai su rocce frammentarie sino ai ruderi del villaggio plurimillenario. Realizzato in più fasi lungo le pareti del monte, l’insediamento è composto da due agglomerati, databili prima in età nuragica (XV-VIII secolo a.C.), poi ristrutturati in epoca romana, infine abitati sino all’alto Medioevo. A nord, quaranta capanne tonde e ovali, con pareti sottili, copertura a tholos (o frasche), ingressi con architravi di ginepro, dentro stipetti e nicchie. A sud-ovest, circa trenta abitazioni più piccole, quadrate o rettangolari. Osserverai due fasi costruttive: alla più antica, nuragica, risale lo zoccolo murario a secco con pietre medio-grandi; alla seconda, pareti di piccole pietre miste a malta, risalenti forse a comunità indigene a contatto con i dominatori romani. La tecnica indica un uso provvisorio e discontinuo del sito, la localizzazione che era rifugio per lunghi periodi.

Tiscali significa escursioni, tappa obbligata per appassionati di natura e archeologia. Per affrontare l’impegnativo trekking meglio non improvvisare, affidarsi a guide, dotarsi di abbigliamento adeguato e scorte d’acqua. Nel versante dorgalese, dal ponte sa Barva giungerai agevolmente alle spettacolari pareti rocciose affacciate sul Flumineddu. Fiancheggiando il fiume, arriverai alla ripida scala di Surtana, che porta in cima al monte. Man mano che sali, l’orizzonte s’allarga su creste montuose e foreste. Nel versante olianese, le escursioni passano per su Gologone, sorgente che affiora in un’oasi lussureggiante. Dal capolavoro naturale procederai in auto verso Lanaittu e poi al suo interno, sino ai piedi del Tiscali, dove imboccherai un sentiero di carbonai, ripido e sconnesso, percorribile in un’ora e mezza, e camminerai lungo una cengia sospesa sulla valle dove si passa solo in fila indiana. Raggiunta la vetta, attraverserai una fenditura nella roccia, unico accesso alla dolina, così stretta che, secondo leggenda, un manipolo di arcieri avrebbe potuto fermare una legione. L’ingresso alla fortezza naturale era difeso dai ribelli post-nuragici, ritiratisi dentro il monde davanti all’avanzata romana. Gli ilienses, così nominati dagli storiografi, “sbucavano da sottoterra come formiche” (racconta Cicerone), tendevano imboscate alle guarnigioni e razziavano armi e viveri nelle mansio. Poi scomparivano, come se la montagna li inghiottisse. La tattica da guerriglia continuò in età imperiale, poi i legionari per stanarli portarono i mastini napoletani...

Lanaittu è porta d’accesso al Supramonte, la cui estensione si perde a vista d’occhio: bastioni e monti oltre i mille metri, come il Corrasi, si alternano a canyon, grotte, doline, come l’imponente su Suercone. Nel fondovalle si aprono grotte, tra cui sa Oche e su Bentu, chilometrici tunnel percorsi da un fiume con sale impreziosite da stalattiti e stalagmiti, e Corbeddu, dove sono state rinvenute tracce di homo sapiens di 20 mila anni fa. Lanaittu ospita un altro ‘paese’ nuragico, sa Sedda ‘e sos Carros, mentre poco fuori dalla valle c’è il villaggio-santuario Serra Orrios.

Visita questo posto perché...

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Ingresso a pagamento
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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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