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  2. Chiesa Della Santissima Trinità di Saccargia(薩卡爾加至聖)教堂
Nella parte nord-occidentale dell'isola, la più famosa e spettacolare chiesa medievale dell'isola merita una visita, senza fretta: leggenda e aura mistica vi cattureranno

Il suo alto campanile scuro svetta in una verde vallata, scorgerlo da lontano provoca il primo sussulto, seguono infinite emozioni quando, dopo un leggero pendio, spuntano portico e facciata. Lasciata la statale 131 per immetterti sulla Sassari-Olbia, dopo un chilometro, ti apparirà la basilica della santissima Trinità, capolavoro dell’architettura romanica in Sardegna. Perfezione altera e veste bicroma la accostano a coeve chiese umbro-toscane. La sua mole imponente, issata su un sperone roccioso, domina la piana di Saccargia, nel territorio di Codrongianos.

Il condaghe dedicato alla basilica annovera l’abbazia de sa Santissima Trinidade de Saccargia tra i possedimenti dei camaldolesi già nel 1112, tale rimase per almeno tre secoli. Il testo, redatto nel XVII secolo, racconta che Costantino I di Torres e sua moglie Marcusa, desiderosi di un erede, durante un pellegrinaggio votivo verso la basilica di san Gavino (Porto Torres), sarebbero stati ospiti dei monaci: una sacra apparizione li indusse a far erigere la chiesa. Quando nacque Gonario II, per sdebitarsi, la donarono ai camalodolesi. Nel condaghe è citata la data di consacrazione della basilica: 1116. Non la fondazione, perché il tempio non fu eretto ex novo ma sulle rovine di un santuario precedente, in più fasi. Alla chiesa, unico edificio integro dell’abbazia, erano annessi monastero e chiostro, dei quali noterai i ruderi accanto. L’eco di culti ancestrali vibra sotto le loro fondamenta: da sempre l’area è considerata sacra, detta Sacraria, evolutosi in Saccargia. Riguardo al nome, in passato ha prevalso la leggenda che lo fa risalire a s’acca argia, ‘la vacca pezzata, maculata’, che ogni giorno si presentava davanti al monastero a offrire il latte ai frati e s’inginocchiava sul dorso, in atto di preghiera.

Architetti di varie scuole toscane hanno dato forma a una delle chiese medievali più celebri in Italia, un monumento lungo quasi trenta metri, largo sette e alto 14. Si distinguono due fasi costruttive: le mura in cantonetti calcarei bianchi e basaltici scuri appena sbozzati è propria di maestranze pisane tra fine XI e inizio XII secolo; mentre la regolare opera bicroma è di ambito pisano-pistoiese nel secondo XII secolo. Al primo impianto risalgono absidi, transetto e parte dell’aula, coperta con tetto ligneo. Tra 1118 e 1120, l’aula fu allungata, le sue pareti innalzate, aggiunti alto campanile e sacrestia e rifatta la facciata, divisa in tre ordini. In quello inferiore si apre il portale architravato, i due ordini superiori sono scanditi da cinque arcatelle impostate su colonnine e intervallate da intarsi geometrici a losanghe e ruote concentriche. In mezzo a ogni archetto sono intercalati bacini ceramici policromi. A fine XIII secolo, a chiesa ultimata, alla facciata fu aggiunto da maestri lucchesi un portico con tetto a capanna, attuale ingresso al tempio. È movimentato da sette archi poggianti lateralmente su pilastri e semipilastri, al centro su colonne con capitelli decorati da quattro mostruose figure alate. Nelle tre arcate frontali, ammirerai sculture di animali fantastici che si inseguono. Le cornici dei pilastri hanno decorazioni a foglie ritorte, tranne il pilastro sinistro, dove sono scolpiti bovini accovacciati, ritenuti riferimento alla leggenda de s’acca argia. Nella parete sinistra noterai, incastonato, un piccolo volto in marmo: per la tradizione è del giudice Costantino. Le teorie di archetti sono una costante di tutti le mura esterne.

L’interno è a croce commissa, con un’unica navata da cui, attraverso archi, accederai ai bracci del transetto, voltati a crociera. In ciascuno si aprono due cappelle. Una Madonna incoronata e una Vergine di legno scuro sono custodite vicino alle tre absidi, che chiudono l’edificio. Nell’ultimo ventennio del XII secolo, l’abside centrale fu affrescata da un artista umbro-laziale: è l’unico esempio nell’Isola di pittura murale romanica conservata integralmente. Il ciclo di affreschi, suddivisi in riquadri, rompe la monotona nudità della navata: ammirerai un Cristo in mandorla, la Madonna orante con i santi e altre scene della vita di Cristo, che ricordano i coevi dipinti di San Pietro di Galtellì. La fisionomia dell’edificio fu ritoccata successivamente solo da un restauro a inizio XX secolo, curato dall’architetto Dionigi Scano. Dal 1957 la basilica appartiene alla parrocchia di Codrongianos. La sua visita è speciale la domenica successiva alla Pentecoste, quando si celebra la Trinità di Saccargia con riti religiosi, spettacoli folk e gare poetiche.

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Come arrivare

從薩薩里(Sassari)輸入國家公路SS131后向南駕駛,約15公里后就可以看見坐落在鄉村中央位置高聳的教堂鐘樓。

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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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