Uno degli ultimi esempi di architettura neoclassica dell’Isola, consacrata nella prima metà del XX secolo, svetta in cima a una monumentale scalinata, ospitando, tra gli altri arredi sacri, una spettacolare pala d’altare. La parrocchiale di Orani, dedicata a Sant’Andrea apostolo, mostra l’aspetto di un tempio con orientamento palladiano. L’edificio ha una storia tormentata: progettata per sostituire l’antica chiesa dedicata al medesimo santo – oggi ridotta a rudere, tranne il campanile che versa ancora in buone condizioni -, vide il suo cantiere avviarsi solo 60 anni dopo l’abbandono della precedente parrocchiale e, a causa di un contenzioso con i costruttori, fu completata molti decenni più tardi, nel 1930.
Percorsa la scalinata, ammirerai il pronao tetrastilo timpanato, retto da colonne tuscaniche, che precede la facciata. All’interno osserverai una struttura ampia e luminosa, con pianta a croce greca, nella quale, all’incrocio dei bracci, si innalza una cupola semisferica con lanterna. Le pareti sono scandite da lesene e semicolonne ioniche. Il tuo sguardo sarà poi catturato dalla pala d’altare realizzata dall’artista oranese Mario Delitala: l’opera rappresenta la Gloria di Sant’Andrea, circondato da un tripudio di angeli. Osserverai poi un pulpito del XVII secolo in marmo intarsiato, proveniente dall’antica parrocchiale, un pulpito ligneo in origine ospitato nella vicina chiesa del Rosario e un retablo databile al XVI secolo.
Durante il dominio spagnolo dell’Isola, Orani era un centro popoloso e importante, sede di un marchesato. Suo principale luogo di culto era la chiesa aragonese di Sant’Andrea. Ne osserverai i resti alla periferia meridionale del paese. Anch’essa aveva pianta a croce greca, costruita usando pietrame misto e pietra vulcanica a vista negli stipiti e negli architravi. Nell’arco di scarico sopra il portale si nota un concio raffigurante la croce di Sant’Andrea. Si individuano, inoltre, le tracce di cappelle con volte a botte e a crociera. A differenza della chiesa, il campanile è stato restaurato, per cui si conserva integro. La torre, in conci squadrati di pietra vulcanica, è a canna quadrata e si eleva per sei livelli separati da cornici, fino alla guglia a gattoni.
Orani è oggi nota per il suo patrimonio archeologico, per il suggestivo paesaggio collinare, per tradizioni artigiane e agropastorali e per aver dato i natali a diversi artisti: oltre al Delitala, qui nacque Costantino Nivola. Potrai approfondire la conoscenza dello scultore di fama internazionale visitando il Museo Nivola, che custodisce oltre 200 sue opere.
