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  2. Turris Libisonis考古區域
Nella zona nord-occidentale dell'isola sorge una delle più intatte e tipiche testimonianze dell'epoca romana in Sardegna, divenuta area archeologica e museo: al suo interno, una visita alla Domus di Orfeo è d'obbligo

Oggi come allora crocevia marittimo e porta d’accesso al nord-ovest, Turris Libisonis fu l’antenata di Porto Torres. I romani fondarono l’antica città al centro del golfo dell’Asinara, accanto alla foce del fiume Mannu, dove fu impiantato un porto. Il bacino portuale fu poi spostato dove oggi sorge la Darsena dello scalo moderno: Turris era cruciale nelle rotte tra Urbs e Mediterraneo nord-occidentale, nonché stazione di importanti viae. Il toponimo farebbe riferimento a una torre nuragica, del resto, l’area attorno ha una concentrazione di nuraghi tra le più alte nell’Isola. Plinio il Vecchio fu il primo a citare Turris Libisonis, che compare poi nella Geographia di Tolomeo, in autori tardo-antichi e in vari miliari. La colonia, unica sarda costituita esclusivamente da cittadini romani, si fregiava dell’appellativo Iulia, fondata forse da Giulio Cesare in persona o da Ottaviano. Ad abitarla inizialmente furono militari congedati, un secondo contingente di coloni giunse dopo pochi decenni.

A fine I secolo d.C. la città era dotata di porto, acquedotto e terme, nel foro s’affacciavano Campidoglio, curia, templi e basilica con annesso tribunale e nelle epigrafi è attestato anche un edificio per spettacoli. Opere pubbliche, urbanizzazione e magazzini ai margini dell’abitato testimoniano la prosperità in età imperiale. Al culmine dello sviluppo, a inizio III secolo, grazie a traffici marittimi, attività agricola, estrattiva, artigianale e pesca, la colonia era seconda solo a Caralis per abitanti e magnificenza, tanto che ospitava alcuni mesi all’anno il governatore della provincia. Esportava e importava prodotti con tutto il mondo allora noto. All’attività mercantile era legato il culto per Iside, protettrice dei marinai, documentato dall’ara di Bubastis e da un altare esposto al museo Sanna di Sassari.

Il passato glorioso di Porto Torres è custodito nel parco archeologico della città: ammirerai resti di edifici pubblici e abitazioni riunite in isolati, vie lastricate e tabernae (botteghe), in parte inglobate nell’Antiquarium turritano, museo che custodisce i reperti di decenni di scavi. Nel parco osserverai tre impianti termali: le più significative sono le terme centrali, di cui rimangono le mura esterne. Note come palazzo di re Barbaro, governatore che martirizzò i santi turritani Gavino, Proto e Gianuario, in realtà erano pubbliche con ambienti decorati a mosaico. Delle terme Maetzke (archeologo che le scoprì) rimane una sala. Gli impianti termali sono sovrapposti a ville patrizie più antiche: la domus di Orfeo, con intonaci dipinti e mosaici pavimentali, tra cui il più prezioso ritrae Orfeo che suona la lira; la domus dei mosaici, caratterizzata dall’inconsueta struttura ‘a ventaglio’; e la domus del satiro, da cui proviene una maschera marmorea esposta nell’Antiquarium. Anche le terme Pallottino, di fine III secolo, prendono nome da chi ne scavò i tre vani superstiti, e si affacciano sul peristilio Pallottino, portico che dava accesso alle botteghe del foro: ne restano quattro colonne. Il peristilio sorge lungo la strada per il ponte, opera quasi interamente conservata che tuttora, a duemila anni dalla nascita, ‘cavalca’ il Mannu. Lungo 135 metri e impostato su sette arcate, il più grande ponte romano dell’Isola collegava la città con campagne e miniere della Nurra.

L’approvvigionamento idrico era assicurato da un acquedotto che captava le sorgenti di san Martino e correva parallelo all’attuale statale 131, parte interrato, parte in elevato. Vedrai tratti del tracciato, il più lungo di 105 metri. Le dimensioni dell’abitato sono note solo in parte ma un preciso indizio arriva dalle necropoli, scavate necessariamente fuori dalle mura della città. La necropoli occidentale ha restituito tombe in anfora, alla cappuccina e in cassone; quella meridionale è sotto l’attuale centro: 50 tombe ad arcosolio tra sarcofagi e fosse, comprese le sepolture del Nautico e di via Libio. A oriente, sul lungomare, si susseguono: il complesso funerario di Scogliolungo, le tombe di Balai, le 32 sepolture coperte da lastre marmoree con affreschi e mosaici di Tanca Borgona e i monumenti funebri di san Gavino a mare, sopra i quali fu eretta la basilica di san Gavino. La crescita di Turris si arrestò con la crisi dell’impero d’Occidente, al lento declino contribuirono l’invasione vandalica (V secolo), la riconquista bizantina (VI), la minaccia longobarda, il dominio arabo nel Mediterraneo, infine la nascita dei giudicati. Sede vescovile sin dal 484, Turris rimase tale per tutto il Medioevo.

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Come arrivare

從薩薩里的國家公路SS131出發,駛往Porto Torres(托雷斯港)方向。這片非常著名的考古區域建造有一座名為Antiquarium Turritano的圖里塔諾文博館。文博館位於碼頭的後方,介於火車站和馬努激流之間,沿著 Ponte Romano羅馬橋延伸開來。

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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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