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Si distende in un tratto di pianura, circondato da morbide colline, e prende nome dal torrente omonimo che attraversa il territorio e sfocia nel lago di monte Pranu. Piscinas è un paesino rurale di meno di 900 abitanti al centro del bacino minerario del basso Sulcis, legato storicamente (e un tempo amministrativamente) a Giba, Comune autonomo dal 1988. Le sue risorse principali sono le coltivazioni di carciofi, agrumeti, vigneti e l’allevamento ovino, oltre a una fabbrica di bentonite. La sua fama è legata anche alla produzione artigianale di stuoie di canne sarde.

Le prime testimonianze umane nel territorio risalgono al Neolitico antico (VI millennio a.C.), rinvenute nella grotta di su Benazu, a monte Miana e nella roccia di Tatinu. Alla fase finale del Neolitico fanno riferimento le domus de Janas di Tuttui e di monte Medau. Evidenti le tracce dell’età del Bronzo, che ammirerai nel luogo di culto di monte sa Turri, nelle fortificazioni di monte Murrecci e nei nuraghi Corongiu longus, De Frois, is Ulmus, Matas, Santa Lucia, Santus e de s’Acqua callenti, dove sorgono fonti termali, oggi dette sa Cracchera, sfruttate nel XIX secolo e che contribuirono a sviluppo e notorietà del paese. Non mancano ruderi fenicio-punici e romani, in particolare le fortificazioni di Pani Loriga, costruite a difesa del territorio dalle incursioni saracene, che indebolirono progressivamente il territorio fino all’alto Medioevo, quando si spopolò del tutto. Dopo l’anno mille, anche grazie all’opera di una comunità di monaci, nacque il villaggio nella sede dell’attuale abitato. Nel corso delle dominazioni di giudicato di Cagliari e repubbliche marinare, dapprima fu chiamato prima Piscinae, poi Pixinas. Dal 1337, passato sotto gli aragonesi, divenne villa (o salto) di Piscinas. Nel 1538 è stato infeudato alla famiglia patrizia spagnola dei Salazar, i quali lo detennero a lungo e, dove oggi sorge il centro del paese, costruirono villa Salazar. L’antica dimora nobiliare fu ricostruita a fine XIX secolo, e ribattezzata villa Bice, su progetto dell’ingegner Giorgio Asproni junior, nipote del famoso deputato e letterato sardo. Potrai visitarla oggi all’interno di un ampio parco verde cittadino. Accanto ci sono la piazza San Giorgio, con un bellissimo mosaico che raffigura il santo nella lotta contro il drago, e la chiesa di Nostra Signora della Neve.

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