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Si distende in un bassopiano a nord del Flumini Mannu che, insieme a tre torrenti artificiali che ne lambiscono l’abitato, da sempre ha reso fertili le sue terre. Ortacesus è un piccolo paese di meno di mille abitanti al centro della Trexenta, nell’Antichità fu uno dei granai di Roma e ancor oggi centro di produzione cerealicola (grano, frumento e mais). Ne sono testimoni, in estate, la festa del grano, che valorizza le tradizioni legate al raccolto, e tutto l’anno il museo del grano, che sorge nell’antica casa Serra, dimora tradizionale del paese. L’ampia esposizione di manufatti e attrezzi – tra cui una rara mola in legno – testimonia tradizioni tramandate da generazioni e antichi mestieri maschili (semina, lavorazione e raccolta) e femminili (tessitura e lavorazione del pane). Il percorso museale comprende anche La via del pane e i laboratori del mattone crudo e del gusto, con degustazione di piatti tipici.

Il paese è noto anche per la produzione di barbabietola da zucchero, vigneti, ortaggi e ha riscoperto l’artigianato tradizionale, testimoniato dai ricami degli abiti tradizionali, dall’arte dell’intreccio e dalla produzione di strumenti musicali, come le launeddas. Una particolarità locale è un importante allevamento di struzzi, impiantato dal 1997. Il centro compare in origine nei documenti medioevali come Ozrokesus. Attorno all’anno mille diventa Orzochesos, poi col tempo Ortachesus. La struttura urbanistica rispecchia la tradizione della Trexenta: strade strette e vicoli che si intrecciano ripetutamente. Al centro spicca la parrocchiale di san Pietro, costruita tra fine XVI e inizio XVII secolo in stile gotico-catalano. Custodisce un pregevole altare ligneo e le statue della Madonna del Rosario e di vari santi, risalenti a XVII e XVIII secolo. Più antica (XII secolo) è la chiesa di san Bartolomeo, a circa un chilometro dal paese, edificata su un antico tempio romano pagano. Secondo la tradizione era la chiesa del villaggio originario degli ortacesini, prima che si spostassero nel sito attuale. Il centro abitato oggi sorge in un’area con insediamenti ravvicinati, nel percorso da Senorbì a Guasila, lungo il quale vi sono numerose fonti d’acqua oligominerale, da Mitza s’Orrù, Mitza su Fenu e Fontana Bangius, usata già dalle terme romane. Tracce di epoca romana sono anche vicino a un’altra fonte, sa Mitza Siddi. Mentre le prime testimonianze umane risalgono alla preistoria: a testimoniare l’età del Bronzo numerosi nuraghi, tra cui il famoso s’Omu de s’Orcu al confine con Guasila.

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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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