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  2. Музей Долины Нурагов Логудоро-Меилогу

Trenta nuraghi e dieci tombe di Giganti in 37 chilometri quadrati: è la densità delle eredità risalenti all’età del Bronzo che ha fatto sì che fosse attribuito a Cabu Abbas, zona del Logudoro-Meilogu dove sorge Torralba, l’appellativo di ‘valle dei nuraghi’. Su tutte le testimonianze protostoriche spicca il Santu Antine e sui reperti di scavo provenienti dal più imponente complesso nuragico, insieme a su Nuraxi di Barumini, si basa l’esposizione del museo della valle dei nuraghi.

Il museo torralbese si articola in due sezioni, archeologica ed etnografica. La prima occupa quattro sale e il giardino-lapidario e ricopre un arco temporale che parte dalla preistoria per giungere fino al Medioevo. Ammirerai un plastico della ‘reggia’ di Santu Antine, proiettili in pietra calcarea, strumenti da lavoro e cucina, un frammento di un modellino di nuraghe e due ritrovamenti particolari: un bronzetto raffigurante un cagnolino e un misterioso vaso. Il recipiente fu ritrovato casualmente sul fondo di un pozzo non ancora indagato all’interno di una delle torri del nuraghe. Si tratta di un unicum, in quanto finora non è stato ritrovato un vaso di simile tipologia, è alto quasi 20 centimetri e fu intenzionalmente danneggiato per impedirne l’uso, forse per motivi cultuali o funerari, come omaggio al proprietario. Numerosi anche i reperti di epoca romana, come capitelli, betili e cippi sepolcrali. Nel giardino osserverai pietre miliari del III-IV secolo d.C., che ricostruiscono il tracciato viario del territorio e il percorso che, partendo da Karales, giungeva a Ulbia e a Turris Libisonis, collegando i tre principali porti della Sardegna romana. La sezione etnografica, ospitata in due sale del piano terra, è dedicata a mostre temporanee sulle tradizioni isolane: artigianato, abiti e tessuti, enogastronomia.

La visita al museo non può prescindere da quella a sa Domu de su Re, l’altro nome con cui è identificato il Santu Antine, che si erge a quattro chilometri dal centro di Torralba. Il complesso ha una pianta triangolare, dove al centro svetta il mastio – attualmente alto più di 17 metri, ma che forse toccava i 24 in origine - circondato da tre torri collegate da una cortina muraria. All’esterno noterai tracce di capanne e altre strutture reimpiegate in età romana. A ottocento metri dalla fortezza, ma in territorio di Giave, sorge il particolarissimo nuraghe Oes, dove il mastio e una torre secondaria contengono un’unica camera. Il diametro della torre principale è tra i maggiori finora riscontrati, 11 metri e mezzo. Attorno sorgono le tracce di un’area sacra, con recinto (temenos), tempietto a megaron e resti di una tomba di Giganti.

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Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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