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  2. 蒙特利巴拉山脉
Un massiccio nella Sardegna nord-orientale, al confine tra Gallura e Logudoro, uno scenario dominato da rocce modellate nel tempo dalle intemperie e ricoperte di verde mediterraneo

L’erosione di acqua e vento nel corso dei millenni ha conferito forme bizzarre e scenografiche ai suoi massi granitici, che sembrano quasi sospesi, imbiancati dalla neve d’inverno, splendenti di tutte le tonalità di verde nel resto dell’anno. Il monte Limbara si erge imponente nel nord-est dell’Isola, già soprannominato dai romani limes Balares, perché segnava il confine tra Gallura, abitata dai corsi, e Monteacuto e parte orientale del Logudoro, abitati dal popolo ‘romanizzato’ dei Balari. Il territorio del massiccio rientra in quattro Comuni: i versanti settentrionale e nord-occidentale sono di Tempio Pausania, quello orientale di Calangianus, quello meridionale di Berchidda, il sud-ovest fa parte di Oschiri.

II manto verde varia secondo l’altitudine: sulle vette prevalgono cespugli, a media-bassa quota il complesso montuoso è coperto da profumati arbusti di macchia mediterranea: corbezzolo, erica, fillirea e lentisco nei terreni umidi, cisto, ginepro nano e ginestra in quelli più aridi. Nonostante i danni incendiari, in alcuni tratti predomina ancora il leccio, che, nelle valli, è associato ad aceri, agrifogli, frassini e tassi (rari nell’Isola). In altri settori al posto dei ‘vecchi’ boschi di lecci e sughere, sono state impiantate conifere. Noterai anche pioppi tremuli e, lungo i corsi d’acqua, oleandri, ontani neri e salici. Nel sottobosco si nascondono piante rare, come ribes del Limbara, viola di Corsica e felce florida - tre dei 56 endemismi del territorio -, e trovano riparo mammiferi come cinghiale, donnola, lepre, martora, volpe e due specie reintrodotte, daino e muflone, simboli della fauna sarda. Le cime sono sorvolate da aquila reale, ‘sovrana’ dei cieli del Limbara, astore, falco pellegrino, poiana e sparviero. Tra gli anfibi da segnalare euprotto e discoglosso.

Gran parte del territorio (quasi settemila ettari) è gestito dall’agenzia regionale Forestas, che lo ha suddiviso in due cantieri forestali e vi ha allestito vari percorsi escursionistici, i cui nomi richiamano le particolarità del monte, alcuni percorribili in mountain bike. I nove chilometri dell’itinerario dei ‘tafoni’ porta alla scoperta delle rocce granitiche erose dagli agenti atmosferici; ‘il collegamento’ attraversa boschi e laghetti artificiali, popolati da uccelli acquatici e pesci; ‘animali e piante’ conduce al recinto dove vivono mufloni e daini; ‘versante sud’ dalle cime si addentra nelle vallate meridionali. Il percorso ‘la sommità’, di 12 chilometri, attraversa il giardino del Pavari - con specie vegetali esotiche - e raggiunge punta Balistreri, la cima più alta del Limbara (1362 metri), che prende nome da un latitante tempiese che vi si rifugiò nel XVII secolo: non fu mai scovato, protetto da montagna e comunità solidale con lui. La vetta è stata prima di base comunicazioni NATO, poi dell’Aeronautica militare. Vicino si trova la chiesetta della Madonna della Neve. Altre punte ad alta quota sono Berritta, Bandiera e Giugantinu. ‘La via delle acque’ è il percorso di 30 chilometri che raggiunge le innumerevoli sorgenti d’acqua di ottime qualità oligominerali che punteggiano le pendici del massiccio. Sono state censite 29 fonti e fontane, tutte in granito perfettamente intonate con l’ambiente e immerse nel verde. Vari itinerari specifici con aree ristoro e pic-nic permettono di visitarle. Attorno i panorami ti lasceranno col fiato sospeso: dalle valli attorno al lago Coghinas alla costa nord-occidentale.

Il monte fa parte della storia del climbing: qua sono state intraprese le prime arrampicate sull’Isola (1921). Sono numerosi gli itinerari di arrampicata classica clean (ossia che lascia inalterata la roccia) anche con più di 200 metri di sviluppo. Spicca la salita di Monti Longu, detto anche torre Littaghjesu, una delle guglie di granito più belle dell’Isola. Il Limbara è teatro ogni anno di un evento di fama musicale internazionale, Time in jazz: il suono si diffonde tra rocce e boschi, scenario suggestivo per espressioni ritmiche. Sulle sue pendici è custodito anche l’ecomuseo di arte e natura Semida (sentiero): il visitatore è accompagnato alla scoperta di opere d’arte incastonate nell’oasi naturale. Mentre a fondo valle, in periferia di Berchidda, terra del vermentino, spicca il museo del vino, nonché enoteca regionale: il percorso enologico-etnografico illustra aspetti culturali della produzione vitivinicola in Sardegna.

Visita questo posto perché...

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Come arrivare

沿着SS392公路从蒙特利巴拉北部前往帕萨尼亚神庙并到达奥斯基里。继续前行7公里途径自然生态管理局。南坡从贝尔基达镇沿SS597公路的萨萨里 - 奥尔比亚或沿着SP62公路从神庙到达瓦里奇拉,依据路标指示最终到达森林。

Nelle vicinanze

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Ingresso
Ingresso libero
Ti piace questo luogo? potrebbe essere la tua meta ideale.
Per le isole minori

Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.

Muoversi in camper

E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.

Noleggiare un mezzo

In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.

Guida sicura

D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.

In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.

Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.

Muoversi in barca

Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.

Muoversi con i mezzi pubblici

La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.

Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasporti
Muoversi in auto e in moto

La mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.

L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.

I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.

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