Furtei stretches along the western side of a hill between Medio Campidano and Marmilla. A small town with 1,600 inhabitants, it lies around 40 kilometres from Cagliari and has an economy based on agricultural activities. It was an important town during Medieval times. The territory includes a high concentration of Nuragic remnants, with the ruins of five Nuraghe structures. A short distance from the town is the village of Nuraxi, documented since the 17th century. Now almost entirely uninhabited, here once stood the ancient parish church, the town church of San Biagio, dating back to the 13th century. A tradition event taking place on Palm Sunday sees the mayor deliver La Palma della Passione to the parish priest, who carries it in a procession. This ritual is a symbolic act in memory of the peace established between Furtei and Nuraxi (1605) through the intercession of Baron Santjust, who gave a palm branch to the families in each of the two villages.
Si distende sul versante occidentale di un colle tra Medio Campidano e Marmilla. Furtei è un piccolo centro di mille e 600 abitanti a circa 40 chilometri da Cagliari, che basa l’economia sulle attività agricole. Fu un importante centro medioevale. Nel suo territorio c’è un’alta concentrazione di testimonianze nuragiche con i ruderi di ben cinque nuraghi. A breve distanza dal centro abitato c’è il villaggio di Nuraxi, attestato dal XVII secolo, oggi quasi disabitato, dove un tempo sorgeva l’antica parrocchiale, la chiesa campestre di San Biagio, risalente al XIII secolo. Nella domenica delle Palme è tradizione che il sindaco consegni la 'palma della passione' al parroco, che la porta in processione. Il rituale è ricordo simbolico della pace tra Furtei e Nuraxi (1605) per intercessione del barone Santjust, che consegnò alle famiglie dei due borghi un ramoscello di palma.
Oggi la parrocchiale è la chiesa di Santa Barbara, festeggiata a inizio dicembre. Al suo interno è custodito un dipinto raffigurante la Crocifissione di Gesù, atto che ‘rivive’ il venerdì prima di Pasqua durante la Settimana santa. Parrocchiale, ex parrocchiale e chiesette di Santa Maria della Natività, di San Narciso (del XIII secolo), di San Sebastiano e della Sacra Famiglia si animano in occasione dei riti sacri, dal venerdì di passione, precedente alla domenica delle Palme, con sa pintadura de sa prama, sino al rito de su Incontru di Pasqua, passando per le processioni della Madonna addolorata e delle Palme, per la preparazione del Cristo e per su Scravamentu (la deposizione del Cristo morto). Oltre ai riti, sono tante le feste religiose, tra cui i falò di san Sebastiano (19 gennaio), le celebrazioni di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori (a metà maggio), di San Biagio a fine agosto, con la suggestiva processione di rientro del santo, e di san Narciso (fine ottobre), con intonazione del rosario a cori alterni e l’invocazione de is coggius, tutto in sardo campidanese. La festa principale è nella seconda settimana di settembre per la natività della Vergine.