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Su Marti Perra sabato 15 febbraio 2020 a Gairo. Le figure tradizionali de Su Maimulu (il Carnevale gairese) si aggirano per le vie del paese, in un’antica tradizione che coinvolgeva e coinvolge tutta la popolazione del paese ogliastrino.
In questa giornata centrale del carnevale però, i classici personaggi (s’urtzu ballabeni, is omadoris, is maimulus, su cuadderi, su poddinaiu, su mamussoni, ingrastula, martinica e filadora) sono seguiti da due ulteriori figure, trusulau e malandau, che trainano un vecchio carretto con un otre, a cui vengono date sembianze umane e che viene denominato “Santu Nanì“.
Il carretto serve infatti a raccogliere le offerte dei paesani che, in occasione del passaggio de Su Maimulu, appendono vini e cibarie ai balconi o aprono i cortili di casa, dove magari hanno preparato le classiche sipulas (dolce tipico). La regola è una sola: che le figure mascherate debbano “guadagnarsi” questi doni, che quindi sono appesi ai balconi o in punti difficilmente raggiungibili, per costringerli ad arrampicarsi o a salire l’uno sopra l’altro. Il tutto mentre già sono impegnate a tenere a bada le intemperie de s’urtzu ballabeni (in gairese si pronuncia s’ursu).
Per invogliare i paesani ad essere generosi (e a donare soprattutto vino), trusulau e malandau ripetono continuamente nel loro avanzare “donai a buffai a Santu Nanì”, “date da bere a Santu Nanì“.
Si dice che un tempo questa giornata fosse accompagnata anche dalla leggenda di Marti Perra, ovvero un grosso gatto che squartava coloro che, nel giorno centrale del carnevale, venivano sorpresi a lavorare nei campi e omettevano di partecipare alla festa.