Solo il sibilo del vento e lo scroscio dei torrenti spezzano la quiete che qui regna incontrastata. Proprio loro, vento e acqua, hanno modellato per millenni le rocce granitiche che ne contornano il paesaggio, sbizzarrendosi nel creare forme inconsuete. La foresta demaniale di Usinavà ha nella varietà degli scenari naturalistici la sua caratteristica principale, un ‘microcosmo’ che resiste e si rigenera, nonostante le ingerenze dell’uomo, dove numerose specie animali hanno trovato il loro habitat, tanto da essere qualificata come oasi permanente di protezione faunistica. La foresta si estende per 1146 ettari, ricadenti nel territorio di Torpè e fa parte del parco dell’oasi di Tepilora. Ospita una vegetazione particolarmente varia per altezza e densità: boschi di lecci e sugherete si alternano a bassa macchia mediterranea, compaiono poi corbezzoli, ginepro rosso, lentischio e fillirea. A Usinavà potrai ammirare, vicino alle sorgenti , anche una pianta rara a queste latitudini: la felce florida, che può raggiungere i due metri di altezza.
Il verde si interrompe dove inizia il granito, che assume tinte rosa, grigie e bianche, e che si mostra in originali, a volte bizzarre, formazioni rocciose, talvolta con fattezze animali. Noterai anche i tafoni, rocce nelle quali gli agenti atmosferici hanno scavato incavi più o meno ampi. Mentre l’elemento roccioso più caratteristico sono le ‘serre’, serie di creste coniche simili ai denti di una sega. Tra le numerose e rare specie faunistiche che dimorano nella foresta spicca il muflone, ma potrai avvistare anche volpi, donnole, pollo sultano ed essere sorpreso dal volo di poiane, aquile reali e falchi. Una sosta nel centro servizi all’interno della stazione forestale ti farà conoscere sos pinnettos, un tempo capanne di appoggio per i pastori. Non mancano foresteria e barbecue, tavoli per i pic-nic.
I boschi dell’oasi di Tepilora, ambientale - riconosciuta come ‘riserva della biosfera’ dall’Unesco per tutela della biodiversità e sostenibilità ambientale - sono un labirinto di affascinanti e intricati sentieri segnalati, che ti accompagneranno alla sua scoperta. Oltre alla foresta di Usinavà, fanno parte dell’oasi anche le leccete di sos Littos-sas Tumbas, dove vive una colonia di daini, e i boschi di Sant’Anna. Il territorio è caratterizzato anche da importanti testimonianze archeologiche: a meno di due chilometri da Torpè sorge il maestoso nuraghe San Pietro, con un mastio edificato in conci di trachite rossa circondato da quattro torri secondarie. A sud-ovest di Tepilora, in territorio di Bitti, troverai invece una delle più affascinanti tracce abitative e cultuali dell’età nuragica: il complesso di Romanzesu.
