Un lieu ‘sacré’ et authentique où le temps s’écoule lentement, accueillante destination de pèlerinages, qui doit son nom à la dévotion qui caractérise sa communauté et aux 22 sanctuaires disséminés sur son territoire. Luogosanto est un bourg de moins de deux mille habitants au cœur de la Gallura, sur les pentes du granitique monti Ghjuanni, où un site nuragique se détache avec la ‘cabane des réunions’ intacte (et visitable). La fondation du village remonte au début du XIIIe siècle à l’arrivée des franciscains qui y installèrent le couvent, un des premiers réalisés quand Saint-François était encore en vie. Aujourd’hui, une fois restructuré, il accueille le Museum Natività beata Vergine Maria, centre de documentation du Moyen-Âge en Gallura qui retrace les évènements historiques et religieux locaux et expose les ex voto donnés au cours des siècles à la Vierge Enfant. C’est à elle qu’est dédiée la basilique de Nostra Signora di Luogosanto, réalisée par les franciscains en pierres de taille de granite aux formes romanes.
Un luogo ‘sacro’ e autentico dove il tempo scorre lento, accogliente meta di pellegrinaggi, che deve il nome a devozione che caratterizza la sua comunità e a 22 santuari disseminati nel suo territorio. Luogosanto è un borgo di meno di duemila abitanti nel cuore della Gallura, sulle pendici del granitico monti Ghjuanni, dove spicca un sito nuragico con intatta (e visitabile) ‘capanna delle riunioni’. La fondazione del paese risale a inizio XIII secolo all’arrivo dei francescani, che vi impiantarono il convento, uno dei primi realizzati con san Francesco in vita. Oggi, ristrutturato, ospita il Museum Natività beata Vergine Maria, centro di documentazione del Medioevo in Gallura, che ripercorre le vicende storico-religiose locali ed espone gli ex voto donati nei secoli alla Madonna bambina. A lei è dedicata la basilica di Nostra Signora di Luogosanto, realizzata in conci di granito con forme romaniche dai francescani. Custodisce una Madonna lignea (‘Regina di Gallura’) e, nel XVIII secolo, ha ricevuto il privilegio della porta santa: dagli anni Settanta del XX secolo è una porta bronzea, opera di Luca Luchetti, aperta ai pellegrini ogni sette anni per un anno. Secondo leggenda fu eretta dove la Madonna apparve a due frati dando loro indicazioni sulle reliquie dei santi Nicola e Trano. I monaci le trovarono su un rilievo roccioso: lì nel 1227 sorse il santuario per i due martiri inglobando la grotta dove si dice vivessero. Noto come eremo di san Trano, il suo altare è un blocco in pietra e la grotta forma un’abside naturale.
Dopo uno spopolamento di due secoli, Luogosanto riprese vigore nel XVII grazie agli stazzi, tipici insediamenti rurali: nel suo territorio ne sono stati censiti 350, la cui storia è documentata dal museo Agnana. Oggi il borgo è fatto di strette vie lastricate e case simili a palazzi signorili con balconcini in ferro. Dal paese parte un itinerario che ti porterà a scoprire altri siti medioevali, lungo stradine in mezzo a boschi di querce e monumenti naturali, da percorrere a piedi, in bici o a cavallo. Visiterai i resti di villa de Sent Steva, complesso ‘in vita’ fino a metà XIV secolo costituito da 16 ambienti che si affacciano su un piazzale. All’angolo sud-est ci sono i ruderi del Palazzo di Baldu, forse proprietà di Ubaldo Visconti, giudice di Gallura (1225-38). Appartiene al complesso anche la chiesetta di santo Stefano (XVII secolo). In cima al monte san Leonardo sorge il castello di Balaiana, accessibile da una scalinata. Risalente all’XI secolo, fu residenza estiva dei giudici. Restò in piedi fino all’avvento degli aragonesi. Attraverso un sentiero dalla fortezza giungerai alla chiesa di san Leonardo, in origine cappella del castello, oggi rara architettura romanica gallurese. Vicino, altri santuari: San Gavino di Li Coddi, coperto in ginepro, e San Salvatore, tutto in granito. Vicino al paese c’è la chiesa di san Quirico, che ospita a inizio agosto una delle sagre campestri che da aprile a novembre animano la comunità. Il culmine è a inizio settembre con la festa manna. Da non perdere ad agosto Calici DiVini, occasione per gustare il vermentino.