Romanesque churches with two apses are a rarity in Sardinia and the Church of San Pietro is an exceptional case within this originality, perhaps because its double apse was not envisaged in the original building. The sanctuary is located in the historic centre of Villamar, on the edge of the Majorcan district, an area ‘colonised’ in the 14th century by grain traders from the Balearic Islands. There are no sources that attest to the construction phases, but it is thought that the church was built, with a single nave, in the second half of the 13th century. Later on, a decision was made to expand it to the north by adding a second smaller nave. Both naves end with an apse, but the second has a smaller diameter and is not as deep. It is possible that the work was carried out by different workers and that, when constructing the north nave and the double bell gable, the builders tried to imitate the style of their predecessors. Some decorative motifs, such as the pointed arches on the façade, bring to mind Arab influences, suggesting that masters from Spain worked on the construction site.
Le chiese romaniche a due absidi sono una rarità in Sardegna, la chiesa di san Pietro è una particolarità all’interno di questa originalità, forse perché il suo doppio abside non era previsto nella struttura originaria. Il santuario sorge nel centro storico di Villamar, ai margini del quartiere maiorchino, area ‘colonizzata’ a partire dal XIV secolo da commercianti di grano provenienti dalle isole Baleari. Non esistono fonti che attestino le fasi realizzative, ma si pensa che la chiesa sia stata edificata, a pianta mononavata, nel secondo XIII secolo. Successivamente si decise di ampliarla verso nord aggiungendo una seconda navata minore. Entrambe le navate terminano con un abside, ma il secondo presenta diametro inferiore e minore profondità. È possibile che i lavori siano stati eseguiti da maestranze diverse e che nella realizzazione della navata nord e del doppio campanile a vela i costruttori abbiano cercato di imitare lo stile dei loro predecessori. Alcuni motivi decorativi, come gli archetti ogivali in facciata, rimandano a influenze arabe, facendo supporre che nel cantiere abbiano operato maestri arrivati dalla Spagna.
Il santuario, costruito in arenaria e vulcanite, poggia su un alto zoccolo, dal quale, nel prospetto, vedrai partire paraste d’angolo e lesene, che suddividono la facciata in specchi. I peducci degli archetti sono decorati con variegati motivi ornamentali: a croce, a fiore, a foglie aguzze e a protomi umane. Ciascuna delle due navate presenta il proprio portale d’ingresso. All’interno sono separate da tre ampie arcate poggianti su pilastri a sezione rettangolare. La copertura è in legno, mentre il pavimento conserva l’originale realizzazione in pietra. Ammirerai alcune sculture lignee, tra cui una raffigurante il santo titolare in abiti pontificali, dorata e damascata, databile tra fine XVI e inizio XVII secolo. Poco più di duecento metri separano San Pietro dalla parrocchiale dedicata a san Giovanni battista, sorta su un preesistente edificio romanico e frutto di un rifacimento gotico-catalano operato nel XVI secolo. La parrocchiale si caratterizza per essere il luogo in cui è custodito il retablo della Madonna del Latte, una delle principali opere del pittore Pietro Cavaro, composta di varie tavole raffiguranti scene della vita di Gesù, Maria, apostoli e santi. A breve distanza potrai visitare anche la cinquecentesca chiesa della Madonna di Antoccia, che ospita alcune statue policrome realizzate con la tecnica a cannuga, ovvero con il corpo costituito da un telaio di canne. Fuori dal centro abitato, in mezzo a un parco, si trova la chiesetta di santa Maria d’Itria. Qui ogni anno, la terza domenica di agosto, i villamaresi giungono in processione accompagnando il simulacro della Vergine e celebrando una festa particolarmente sentita dalla comunità.