Un fiume umano. Novecento devoti curridoris, uomini di tutte le età, vestiti col saio bianco, legato in vita da un cordone, a piedi nudi, accompagnano ‘in spalla’ il simulacro di Santu Srabadori, che riproduce il Cristo nella sua Trasfigurazione. L‘esercito di Salvatore’, guidato da un portabandiera, si muove di corsa dalla parrocchiale di santa Maria Assunta a Cabras sino al piccolo villaggio di San Salvatore di Sinis. Sette chilometri senza soste, tra sudore, polvere, lacrime e forti emozioni. È il fascino della Corsa degli scalzi, una festa di fede e folklore, che nel 2024 inizia all’alba di sabato 31 agosto. Si parte con la celebrazione della messa. Poi, avvolta da un’aria solenne e suggestiva, la processione lungo le vie del paese addobbato a festa. Alle 7 is curridoris sono pronti, cresce l’ansia di percorrere i sentieri sterrati e polverosi dei campi della penisola del Sinis, mentre il sole mattutino già scalda. Sui loro volti sono dipinte responsabilità e fierezza, rappresentano i ‘protettori’ della comunità cabrarese ed evocano un’intensa, palpabile devozione, sorta quando un gruppo di pescatori e contadini del paese, a inizio XVII secolo, salvò il santo dai pirati saraceni.
L’atmosfera magica ed elettrizzante sale di tono man mano che si avvicina l’avvio della corsa. La partenza è all’uscita di Cabras. La folla applaude il santo che si accinge al ‘viaggio’ sino al borgo di San Salvatore, dove si festeggia già da una settimana. Notte e giorno il profumo di muggini e maialetti arrosto pervade le viuzze polverose del villaggio, set cinematografico di ‘spaghetti western’ negli anni Sessanta e Settanta del XX secolo. Alle otto l’attesa di madri e sorelle, mogli e fidanzate degli scalzi diventa spasmodica. A stemperarla contribuisce la vernaccia, specialità vinicola della zona, offerta a tutti i presenti. L’arrivo dei 900 corridori è imminente. ‘Evviva Santu Srabadori’: l’inno urlato a squarciagola dagli scalzi è sempre più incombente. La scia bianca si avvicina seguita da un’enorme nuvola di polvere. All’arrivo, mortaretti, applausi e pianti: il rito si rinnova e il villaggio si colora di bianco. La processione prosegue, accompagnata dai is coggius - canti in onore del santo - sino alla seicentesca chiesetta di San Salvatore. Il giorno dopo, domenica 1 settembre, prima del tramonto il simulacro ‘torna a casa’, viene riportato a Cabras, dove, tra devozione, note delle launeddas, balli e spettacoli, inizia un’altra festa. A farla da padrone i piatti a base di bottarga di muggine, l’‘oro di Cabras’.
L’inimitabile costa di Cabras, seppure contornata da stagni che la separano dall’entroterra, nel XVII secolo era costantemente presa d’assalto dai saraceni provenienti dal mare. Da qui le origini della Corsa degli Scalzi, rievocazione storico-religiosa di un episodio, risalente al 1619, di difesa contro un’invasione dei mori. I cabraresi, per proteggersi dall’avanzata e per mettere al sicuro la statua di Srabadori, escogitarono un piano. Per affrontare la lunga fuga di corsa, legarono ai piedi nudi rami di frasche, in modo da sollevare più polvere possibile e sembrare così molto più numerosi. Lo stratagemma funzionò in pieno, in quanto i saraceni, spaventati all’idea di essere di fronte a un grande esercito, si ritirarono. Il villaggio e il simulacro furono salvati grazie all’ardore di chi non ha altra via d’uscita che la fuga. Da allora, ogni anno, in ricordo dell’episodio miracoloso, per rinnovare il voto al santo, il rito viene ripetuto identico. E con regole ben definite: sono 14 i gruppi di curridoris, composti a loro volta da 14 ‘mute’, ciascuna di cinque corridori. Sette corrono il sabato, sette la domenica. La sorte decide chi porta il santo al villaggio di San Salvatore e chi lo riporta a Cabras.
Mare, lagune, enogastronomia, eventi, siti archeologici, musei e sport all’aria aperta. Durante la celebrazione, non mancano i motivi per associare all’evento, la scoperta delle bellezze naturalistiche dell’area marina della penisola del Sinis e le infinite e suggestive attrazioni culturali. Il territorio di Cabras, esteso oltre cento chilometri quadrati, è stata ‘culla’ di tutte le civiltà che hanno caratterizzato preistoria e storia della Sardegna. La maggiore testimonianza protostorica è la necropoli nuragica di Mont’e Prama, a dieci chilometri dal paese, dalla quale è venuta alla luce una delle più sensazionali scoperte archeologiche del bacino del Mediterraneo, gli oltre cinquemila frammenti, oggi ricomposti, di circa trenta stature di combattenti – arcieri, guerrieri e pugilatori -, i celebri Giganti di Mont’e Prama, ammirabili in parte al museo archeologico di Cabras. Già un millennio prima di Cristo esisteva un centro abitato nell’area dove oggi sorge la frazione di San Salvatore ed è attestato anche il popolamento dell’area costiera, dove, nell’VIII secolo a.C. i fenici fondarono Tharros, poi divenuta colonia cartaginese e infine florida città romana. Oggi ne ammirerai i ruderi accanto allo sfondo azzurro del mare. Tharros fu anche capitale del giudicato d’Arborea, poi abbandonata attorno all’anno mille per le incursioni dei pirati e in parte smantellata per edificare, nell’entroterra, Oristano. In quel periodo sorse anche l’abitato di Masone de Capras, antenata di Cabras.
Il collegamento con le isole di Carloforte e La Maddalena è assicurato da più tratte giornaliere dei traghetti delle compagnie marittime o di altri operatori privati. Le altre isole minori come Tavolara, Asinara, Cavoli e Mal di Ventre si trovano all’interno di Parchi e Aree Marine Protette e sono visitabili secondo le norme di ciascuna area: informati sulle modalità di accesso e sulle regole di comportamento nei siti web degli enti che le amministrano.
E’ bene ricordare che il campeggio libero in Sardegna non è sempre consentito, ma esistono aree di sosta autorizzate che potrai utilizzare anche per lo scarico delle acque e dei rifiuti.
In tutti gli aeroporti e nelle maggiori città si noleggiano auto e altri mezzi: in alta stagione è meglio prenotarli in anticipo. Oltre la patente B (o equivalente se non sei Italiano), può essere richiesta una carta di credito intestata a nome del guidatore.
D’estate, soprattutto lungo la costa, le strade sono molto trafficate, tienine conto per programmare gli spostamenti e ricorda che, quando non segnalato, il limite di velocità è di 50 km/h all’ interno dei centri abitati e di 90 km/h per le strade extraurbane.
Ricorda che è vietato guidare dopo aver assunto alcool o droghe e gettare rifiuti dal finestrino, in particolare cicche di sigaretta per il rischio di incendi. Nelle zone interne dell’isola presta attenzione agli animali selvatici che potrebbero attraversare la strada.
In caso di necessità e se hai bisogno di assistenza rivolgiti alla tua compagnia di assicurazione o all’agenzia di autonoleggio. Il servizio di assistenza stradale è assicurato anche dall’ACI, puoi chiamare al numero gratuito 803.116, o al numero gratuito 800.116.800 se chiami da cellulare con gestore estero.
Per i casi di emergenza puoi trovare i numeri utili qui.
Per il turista da diporto la Sardegna offre tanti ripari e porti turistici, dove è possibile anche noleggiare gommoni e barche a vela e avere tutte le informazioni riguardo a norme e autorizzazioni speciali a cui potrebbero essere soggetti alcuni tratti di mare.
In caso di emergenza in mare chiama il numero gratuito 1530 della Guardia Costiera.
La linea ferroviaria collega Cagliari con Sassari, Porto Torres, Golfo Aranci, Iglesias e Carbonia. Gli autobus collegano tutte le località, anche quelle più piccole. Nelle maggiori città sono presenti apposite linee di trasporto urbano. In caso di lunghi spostamenti dovrai cambiare mezzo di trasporto, verifica nel sito http://www.sardegnamobilita.it/ gli orari, tempi di percorrenza e le coincidenze.
Sito regionale trasporti, Azienda trasporto urbano di Cagliari, Azienda regionale trasportiLa mancanza di autostrade non impedisce di raggiungere agevolmente qualunque meta.
L’ isola è attraversata dalla ss 131, una strada veloce a doppia corsia che collega Cagliari a Sassari e Porto Torres. Dal bivio di Abbasanta la strada si biforca per Olbia passando per Nuoro: altre strade veloci si intersecano con la 131 collegando ulteriori località. Cagliari è collegata con la ss 130 alla parte sud occidentale dell’isola, e con la nuova ss 125 alla parte orientale sino al nord.
I distributori di carburante si trovano lungo le principali arterie ma anche nei paesi attraversati dalla fitta rete di strade secondarie.