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Gli altopiani, le gole e le pareti rocciose a strapiombo scompaiono all'orizzonte, così lontani da sembrare un continente a parte, una terra che vi affascinerà e vi permetterà di scoprire il cuore verde del Nuorese, il cuore della Sardegna

La sua immensa suggestiva estensione, 35 mila ettari, si perde a vista d’occhio, tanto ampia da racchiudere i territori di cinque paesi, Dorgali, Oliena e Orgosolo nelle Barbagie, Baunei e Urzulei in Ogliastra, nonché parte del golfo di Orosei. Il Supramonte è un antichissimo complesso montuoso, che fa da contorno al massiccio più alto e ‘giovane’ del Gennargentu. Un complesso caratterizzato da altopiani e doline, strapiombi e foreste, grotte e sorgenti, abitato sin dalla preistoria e punteggiato da siti prenuragici e nuragici. Il paesaggio presenta tratti distintivi uniformi: enormi bastioni alternati a profondi canyon, picchi rocciosi che si stagliano verso il cielo. Ma ciascuno dei ‘Supramonte’ dei cinque Comuni ha proprie caratteristiche peculiari con monumenti naturali originali e inimitabili.

La gola Gorropu, il canyon più spettacolare d’Europa, modellato dalla forza dell’acqua e profondo 500 metri, identifica i territori di Urzulei e Orgosolo e coinvolge anche Baunei e Dorgali. A caratterizzare i rilievi di Urzulei è anche la grotta di su Palu. Mentre la dolina di su Suercone, impressionante voragine con una particolare forma ‘a imbuto’, è l’attrazione naturalistica più nota del Supramonte di Orgosolo: è larga 500 metri e profonda 200, apparentemente inaccessibile per la verticalità delle pareti e perché ricoperta di fitta vegetazione incontaminata. Le fa compagnia la foresta di sas Baddes, unica estesa lecceta primaria d’Europa. Su Gologone, principale risorgiva del Supramonte, e il monte Corrasi, la sua vetta più alta (1463 metri), sono i monumenti naturali per eccellenza di Oliena. Il Corrasi è caratterizzato da ambiente spoglio e roccioso, con voragini, guglie, pinnacoli dalle forme particolari e grotte, come la Nurra de sas Palumbas. Su Gologone è un capolavoro scolpito nelle viscere del sottosuolo dalla potenza dell’acqua, che riaffiora pura e limpidissima in superficie in mezzo a un’oasi lussureggiante. È collegata a una delle più grandi e suggestive cavità d’Europa, sa Oche e su Bentu: trenta chilometri di viscere sotterranee percorse da un fiume che risale sino alla sorgente, con sale impreziosite da stalattiti e stalagmiti, gallerie, pavimenti ricoperti di cristalli, laghi sotterranei e spiaggette sabbiose. La ‘voce del vento’ è incastonata nella maestosa e selvaggia valle di Lanaitto (o Lanaittu), a metà tra i territori di Oliena e Dorgali, ‘traforata’ da altre cavità come la meravigliosa Ispinigoli e la grotta Corbeddu - nome derivante da un celebre bandito rifugiatosi qui - dove sono state trovate tracce umane di diecimila anni fa e resti di un cervo preistorico di 30 mila anni fa. Incarna la grandiosità della natura, stessa sensazione di immensità che infonde il villaggio di Tiscali, roccaforte delle popolazioni nuragiche all’interno di Lanaittu, costruito sulle pareti di una profonda dolina creata da uno sprofondamento del monte omonimo, in un lungo periodo (XV-VIII secolo a.C). Ha origini misteriose: la tecnica costruttiva differisce da quella degli altri siti nuragici. Tiscali è una delle mete più note dell’escursionismo in Sardegna. Il trekking raggiungerlo passa anche da altri siti, come sa Sedda ‘e sos Carros, altro suggestivo ‘paese’ nuragico di eccezionale architettura, importante per le tracce dell’attività di fusione dei metalli. La presenza dell’uomo in questa parte del Supramonte è documentata anche da tantissimi reperti, decine di domus de Janas, menhir, centinaia di nuraghi (tra cui Mannu e Arvu), tombe di Giganti e altri siti archeologici, in particolare Campu Donianigoro e il villaggio-santuario nuragico di Serra Orrios, che comprende circa cento capanne, due tempietti e sepolture megalitiche, issati sull’altopiano del Gollei che domina un rilievo al centro del golfo di Orosei, nel territorio di Dorgali. E a proposito di golfo e Dorgali, impossibile non citare il suo simbolo costiero indiscusso, la grotta del Bue Marino.

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