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Il paese degli affioramenti rocciosi e delle vedute favolose, del vino cannonau e di altre prelibatezze, delle tradizioni ancestrali e del folklore, l'anima genuina della Sardegna centro-orientale

Antico borgo dell’Ogliastra sud-occidentale, sorge a 450 metri d’altitudine nella vallata del rio Pardu, incorniciato da altopiani calcarei dalle forme singolari, i Tacchi di Porcu ‘e Ludu e di Troiscu. Jerzu, popolato da circa tremila abitanti, si arrampica su vari livelli con ripide strade che conducono a scorci suggestivi. Il suo territorio ha rilievi con pareti scoscese ideali per il free climbing e sentieri di trekking (o mountain bike) nella natura incontaminata con boschi di lecci e aceri, mirti e ginestre, fichi, castagni e mandorli. Varie sorgenti irrigano rigogliosi orti: il paesaggio è dominato da aspre colline con oliveti, coltivazioni cerealicole e, soprattutto vigneti, che si distendono a perdita d’occhio, specie nelle valli del Pardu e del rio Quirra e nella piana di Pelau. Annualmente vengono prodotti centomila quintali d’uva, da cui deriva il cannonau rosso che fa di Jerzu la ‘città del vino’. La cantina sociale nata a metà XX secolo è tappa d’obbligo della tua visita. Il nome Jerzzu compare per la prima volta in un atto notarile del 1130, nel quale si parla di donazione di vigne. Nel XVI secolo c’erano le ‘vie del vino’, che già da allora era esportato anche oltralpe. Al cannonau sono legati due imperdibili appuntamenti di inizio agosto. Durante la sagra del vino sfilano antichi carri usati per le vendemmie e costumi tradizionali di Jerzu e di gruppi folk isolani e si degustano vino e piatti tipici, culurgiones e coccoi prenas. Compresa nella sagra c’è Calici sotto le Stelle: dal tramonto, in giro per le cantine ‘storiche’, assaggerai i vini più pregiati, con accompagnamento musicale di tenores e launeddas. Altre prelibatezze sono su pani conciu (pane cotto nel vino), e is tacculas (tordi aromatizzati col mirto).

Per la valorizzazione (e salvaguardia) del patrimonio ambientale in paese è nato il museo naturalistico. Alla natura si aggiunge l’archeologia. I primi insediamenti sono neolitici: le domus de Janas di Perda Puntuta e di sa Ibba s’Ilixi. A età successiva risalgono circa trenta insediamenti nuragici, tra cui il nuraghe s’Omu ‘e s’Orcu. Sulla cima di monte Corongiu, vetta (mille metri) e punto panoramico più spettacolare di Jerzu, ci sono tracce di una necropoli punica. Quanto all’arte, nell’ex stazione ferroviaria jerzese è ospitato il museo Stazione dell’arte di Ulassai, dove sono esposte le opere dell’artista internazionale Maria Lai. Jerzu è anche città del teatro: grazie al festival Ogliastra Teatro. La festa di Sant’Antonio da Padova è la più sentita: il 13 giugno, dalla parte alta del paese il simulacro del santo viene portato in processione alla chiesetta campestre a lui intitolata, in un suggestivo scenario circondato dai Tacchi.

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