It is almost fortress-like and is surrounded by a wall with a spectacular entrance portal. It also features unusual precision in the way the ashlars were worked, which could be proof of the fact that craftsmen were working there actively in one of the most solemn Sardinian Romanesque churches. The church dedicated to Saint Gregory the Great is located on the eastern outskirts of Solarussa, on top of a small hill. The area was already inhabited in the Nuragic age, while several traces beneath the floor date back to Roman times - perhaps a spa facility - and it has also been ascertained that the church, dating back to the second half of the 12th century, was built on top of a pre-existing early medieval sanctuary, as the floor covers the foundations of an apsidal hall with a single nave. The technique used for cutting and installing the basalt and reddish trachyte ashlars suggests that the work was carried out by the same builders who built the church of Santa Maria di Bonarcado. It is no coincidence that a domo de Solarussa is mentioned several times in its condaghe.
Quasi come una fortezza, è cinta da una muraglia con scenografico portale d’ingresso. Inoltre, la caratterizza una particolare precisione nella lavorazione dei conci, forse prova del fatto che vi lavorarono maestranze attive in una delle più solenni chiese romaniche sarde. La chiesa dedicata a San Gregorio magno si trova nella periferia est di Solarussa, in cima a una collinetta. L’area fu abitata fin da età nuragica, mentre alcune tracce sotto il piano di calpestio risalgono ad epoca romana – forse un impianto termale –, ed è accertato che la chiesa, datata alla seconda metà del XII secolo, si innesti su un preesistente santuario altomedievale, in quanto il pavimento copre le fondamenta di un’aula absidata a navata unica. Tecnica di taglio e posa dei conci in basalto e trachite rossastra fa pensare che vi furono impegnati gli stessi costruttori che realizzarono la chiesa di Santa Maria di Bonarcado. Non a caso, nel suo condaghe è menzionata più volte una domo de Solarussa.
Dapprima noterai la cinta che circonda l’edificio, dove domina un portale con ampio arco a sesto ribassato e un campanile a vela con due luci, accessibile tramite una scalinata laterale. In asse con il primo portale, a pochi metri di distanza, si trova la chiesa. Come la sua ‘antenata’, ha una pianta a navata unica absidata. La facciata è semplice, con due particolarità: la prima è la bicromia dell’arco di scarico che sormonta l’ingresso, data dall’uso di conci di basalto scuro e vulcanite chiara; la seconda è rappresentata dall’incavo in un concio al vertice del prospetto, destinato probabilmente ad accogliere un bacino ceramico policromo, andato perduto. Sul lato meridionale noterai un secondo portale, che ripete esattamente la struttura dell’ingresso principale. L’interno riceve luce da cinque monofore a doppio strombo, due per lato e una nell’abside. La copertura è in legno a vista diviso in tre capriate, con manto esterno a coppi.
Nonostante non sia il patrono del paese - che è invece San Pietro, festeggiato a fine giugno -, le celebrazioni per la figura del santo pontefice rappresentano il principale evento religioso di Solarussa. La festa si svolge il martedì successivo alla seconda domenica di ottobre: durante la processione dalla parrocchiale alla chiesetta risuonano is gogius, canti devozionali sulla vita del santo e per chiedere la grazia per la comunità. Nella processione sfilano gruppi folk e cavalieri. È anche occasione per assaggiare i prodotti tipici, in particolare la pregiata vernaccia, protagonista di una sagra a settembre. La festa è preceduta da una novena, al termine della quale si accende un grande falò nel sagrato della chiesa.