You will stand in awe of the monumental grandeur that almost a thousand years of life have given to this gem of Romanesque-Pisan architecture revisited in a Gothic and Baroque touch. The Basilica di Nostra Signora dominates a vast plain in the area of Tergu, a small town near Anglona. It emerges from verdant nature in all its polychromatic glory, with colours from slabs of purple-red trachyte and decorations made with white calcareous stone. Sancta Maria de Therco was probably constructed between 1065 and 1082, perhaps at the behest of the local sovereign Torres Mariano I, the same man who had the Basilica of the Santissima Trinità di Saccargia built, which bears evident similarity. The church was expanded in the following century and became a Benedictine abbey and, together with the monastery, whose ruins you can see next to it, was the seat of the Cassinese priory. For centuries it has been the starting point of the heartfelt, 11 km long Lunissanti procession to Castelsardo that begins at dawn and returns, torches ablaze, after sundown to mark the beginning of the celebrations, rites and rituals of Holy Week.
Contemplerai assorto l’imponenza monumentale, ispirata da quasi un millennio di vita, di una gemma architettonica romanico-pisana, rivisitata in forme gotiche e barocche. La basilica di Nostra Signora domina isolata un vasto altopiano del territorio di Tergu, piccolo comune dell’Anglona. Emerge dal verde della natura con la sua policromia, data da cantoni di pietra trachitica rosso-violacea e da decorazioni in pietra calcarea bianca. Sancta Maria de Therco fu costruita probabilmente tra 1065 e 1082, forse per volontà del giudice di Torres Mariano I, lo stesso che fece costruire la basilica della Santissima Trinità di Saccargia, con la quale sono evidenti le analogie. La chiesa fu ampliata nel secolo successivo quando divenne abbazia benedettina e, insieme al monastero, del quale noterai vicino i ruderi, sede del priorato cassinese. Da secoli è meta della lunga (undici chilometri) e suggestiva processione del Lunissanti, che parte all’alba e ritorna, di notte con la luce delle fiaccole, a Castelsardo e apre l’appassionata Settimana santa castellanese.
La basilica si caratterizza per il contrasto cromatico della facciata, tra membrature in pietra chiara e paramento in vulcanite rossastra. Il prospetto rettangolare è diviso in due livelli. Quello inferiore basato su uno zoccolo e impostato, come in Saccargia, su tre grandi arcate cieche poggianti su pilastri angolari e colonnine sormontate da eleganti capitelli corinzi. Il portale ha un arco rialzato a fasce bicrome e stipiti incorniciati da colonne. Nel secondo ordine ritornano le false arcate, cinque, delle quali le due più esterne lavorate a zig-zag e che inquadrano nove formelle intarsiate a motivi geometrici. La decorazione che spicca maggiormente è un rosone centrale con sagomatura riccamente ornata e inquadrato da quattro colonne. Sul lato sinistro della facciata si eleva un massiccio campanile a canna quadrata che sovrasta la basilica, dandole slancio. L’impianto originario dell’interno era a navata unica, poi divenuto a croce latina a T con l’inserto del transetto, i cui bracci sono voltati a botte e si aprono verso l’aula con arco a ogiva. L’abside quadrangolare è della seconda metà del XVII secolo, così come la volta a botte che un tempo copriva la navata, successivamente sostituita dall’attuale copertura lignea a capriate.