Le territoire de la commune de Suelli se trouve dans la région de la Trexenta, dans une zone de collines entre 170 et 400 mètres d'altitude. L'étymologie du nom est controversée : certains chercheurs pensent qu'il provient du mot phénicien sciual, renard, un animal qui abonde dans la région. Pour d'autres, il trouverait son origine dans le terme sarde de racine latine sue, truie, pour la présence de nombreux élevages de porcs. La région de Suelli fut habitée dès la période nuragique, et, par la suite, aux périodes phénicienne, punique et romaine. Le présence de l'homme était favorisée par la fertilité des terres qui permettait la culture de céréales et de légumineuses, et offrait des récoltes abondantes.
Sorge a piedi dell’altura di Pranu Siara, al centro della Trexenta, ‘granaio’ dell’antica Roma. Suelli è un paese di poco più di mille abitanti a 50 chilometri da Cagliari, tra XI e inizio XV secolo sede della diocesi di Barbaria (Trexenta, Barbagia inferiore, Quirra e Sarrabus), centro di venerazione del suo primo vescovo: san Giorgio, personaggio carismatico, vissuto sino al 1117, noto per beatitudine e miracoli, dichiarato santo per volontà popolare e oggi anno celebrato solennemente per cinque giorni dopo la Pentecoste. A lui è dedicato uno degli itinerari spirituali più suggestivi dell’Isola, il cammino di san Giorgio vescovo di Suelli. Influenza e tradizione ecclesiastiche sono evidenti in architetture e arredi sacri del paese, come l’ex cattedrale di san Pietro apostolo, posta nella parte alta dell’abitato.
La chiesa, menzionata la prima volta nel 1121 e cattedrale sino al 1418, conserva in facciata tracce romaniche. Fu riedificata nel XIII secolo e restaurata nel XVI in stile gotico catalano, mentre l’attuale prospetto è del 1869. Sull’altare maggiore è posto un grande retablo con varie tavole dipinte, opera del 1533-35. Splendido anche il pulpito ligneo del 1634. Altre opere di pregio sono un settecentesco organo a canne, una paratora in legno (metà XVIII secolo) e le vesti che adornano la statua della Dormitio Virginis. A San Pietro si affiancano la torre campanaria ‘gotica’ e il santuario di san Giorgio, il cui restauro portò alla luce tre strati pavimentali (il più profondo altomedioevale). Nel secondo è stata rinvenuta una lastra che copriva un pozzetto sepolcrale con dentro frammenti di ossa: forse è il sepolcro del vescovo. Il santuario conserva opere di pregio: un retablo del XVII secolo, che illustra la vita di san Giorgio e un artistico reliquiario che custodirebbe parte del piviale del santo. Di fronte al santuario ecco la chiesa del Carmine, che custodisce un grande altare ligneo policromo, forse del XVII secolo, e un pulpito intagliato e dipinto. Tra le feste spiccano i fuochi di sant’Antonio abate e san Sebastiano (a metà gennaio).
L’abitato ha origine ‘giudicale’, la sua forma è radiale e irregolare, con case ‘a corte’ in arenaria accessibili da imponenti portali. Attorno colline coltivate a grano, vigneti e uliveti. La tradizione agricola è testimoniata dalla sagra del chicco d’oro ad agosto. Ammirerai il paesaggio dai finestrini del Trenino Verde che collega Cagliari a Mandas passando per Suelli. Vedrai siti prenuragici, tra cui le necropoli di Pranu Siara e di Santu Perdu e una quindicina di nuraghi, tra cui spicca il maestoso nuraghe Piscu, monumento-simbolo della civiltà nuragica in Trexenta, ‘vissuto’ tra XV e XI secolo a.C. Il nome deriva forse da de su piscu (del vescovo). È formato da una torre principale a tholos con due camere sovrapposte, attorniato da un bastione con quattro torri collegate da cortine murarie. Un antemurale difende le capanne circolari e quadrangolari adiacenti. Le strutture sono in blocchi calcarei ben lavorati e disposti su filari regolari.