The town of Flussio runs into Tinnùra, with which it shares a main street that crosses through both towns (ss292). Flussio is a small town with less than 500 inhabitants in the Planargia, which sits on a gentle slope between the lower valley of the Temo river valley and a basaltic spur known as Pedra Senta. It’s a fertile land specialized in asphodelus plants which, when dried, are the raw material used to make elaborate woven baskets known as corbule, and other containers, and the reason why Flussio is famous first and foremost for its weaving, an art handed down over generations and still today practiced by the town’s womenfolk. In April you’ll be able to enjoy the re-enactment of the rituals of harvest during the shared festival called Tirende isciareu, or “gathering the asphodelus.” Don’t miss a chance to walk through town right after the harvest, when the plants are left to dry in bundles in courtyards, on streets and piazzas, covering every square inch of the town, and to listen to stories about how the baskets are woven. To learn more about this ancient tradition, visit the museo dell’Asfodelo. Items are also made using reed, willow, elm and olive branches. Malvasia grapes are the other main product of Flussio. The Planargia wine cooperative, located in town, makes a very pleasant wine and has earned the DOC denomination. They also make sparkling wine and grappa. Flussio belongs to the Strada del vino malvasia di Bosa wine road.
È unito senza soluzione di continuità a Tinnùra, col quale condivide la via principale che attraversa entrambi i centri abitati (la statale 292). Flussio è un piccolo centro di meno di 500 abitanti della Planargia che si adagia su un dolce declivio tra la bassa valle del fiume Temo e il contrafforte basaltico di Pedra Senta. Un territorio fertile, dove è praticata la raccolta dell’asfodelo, i cui steli essiccati sono la materia prima per la creazione di caratteristici ed elaborati cestini, detti corbule, e canestri: non a caso Flussio deve la sua notorietà principalmente all’arte dell’intreccio, praticata dalle donne del paese e tramandata nei secoli. Ad aprile potrai vivere la rievocazione del rito della raccolta nelle campagne durante la festa della comunità Tirende isciareu (raccogliendo l’asfodelo). Non perdere occasione di passeggiare per il borgo quando l'asfodelo viene raccolto e messo a essiccare a fasci in cortili, strade, piazze, ricoprendo ogni spazio dell’abitato, e di ascoltare i racconti sulla lavorazione dei cestini. Per documentarti ulteriormente potrai visitare, in centro, il museo dell’Asfodelo. I manufatti vengono realizzati anche con canna, salice, olmo e ulivo. Le vigne di malvasia sono l’altro tratto più noto delle produzioni flussiesi: la cantina sociale della Planargia – all’interno del paese - ne ricava un’ottimo vino, che ha ottenuto il marchio Doc, nonché spumante e grappa. Flussio fa parte della Strada del vino malvasia di Bosa.
Il territorio fu abitato dalla preistoria, come dimostrano numerose costruzioni dell’età del Bronzo, quali i nuraghi Giannas, Murciu, Caddàris e Carcheras, le tombe di Giganti di sos Trainos e sa Figu Bianca e la muraglia megalitica, di probabile età nuragica, vicino alla chiesa parrocchiale di san Bartolomeo. Questo luogo di culto, risalente al XII secolo, è oggi inglobato in una struttura più moderna. La leggenda narra che fu proprio san Bartolomeo a insegnare ai flussiesi l’arte dell’intreccio. A fine Ottocento furono rinvenute armi in pietra, resti di un sepolcro e ruderi di costruzioni di epoca romana: forse era un accampamento fortificato.
Tra le celebrazioni flussiesi, il 16 gennaio i fuochi di sant’Antonio abate, ad agosto la festa patronale, con processione dalla chiesa di santa Maria della Neve lungo le vie del paese, e i festeggiamenti per i santi Bartolomeo e Costantino, con la suggestiva sfilata a cavallo. A metà dicembre la festa di santa Lucia e la sagra de su binu nou (del vino nuovo).