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Sorge in una vasta area fertile tra basso Campidano e valle del Cixerri. Uta è una cittadina di valore naturalistico, storico-artistico e archeologico, popolata da ottomila abitanti, in espansione urbana e demografica. Nel centro storico si conservano case di inizio Novecento, costruite in mattoni crudi e con struttura ‘a corte’. A metà dicembre, nel parco di piazza s’Olivariu, si svolge la fiera delle Attività produttive del territorio. È una buona occasione per conoscere le specialità della zona, dai ravioli di ricotta ai malloreddus alla campidanese, dalla fregola con brodo di carne ai minestroni di legumi, da sa panada, involto di pasta ripiena di patate e carne agli arrosti di agnello, maialetto, muggini e anguille, dai dolci tradizionali, amaretti e bucconettus a base di pasta di mandorle, pardulas, con ricotta, pani de saba, piricchittus e pistoccus, ai vini, monica e nuragus, vernaccia e moscato.

Nel territorio di Uta rientra parte dei quasi quattromila ettari di foresta di lecci, sugherete e macchia mediterranea del monte Arcosu, dove vivono, tra gli altri, cervo sardo e daino. È una dei parchi-simbolo dell’Isola, ​la maggiore oasi naturalistica del WWF in Italia. Al suo interno percorrerai vari ‘itinerari natura’ tra varietà di flora e fauna. Il territorio attorno ti offre splendidi paesaggi, come la foresta di Gutturu Mannu. A pochi chilometri dall’Arcosu c’è la chiesetta campestre di santa Lucia, celebrata per tre giorni a fine agosto. Nella campagna a sud del paese c’è la chiesa di santa Maria, che i Vittorini di Marsiglia, costruirono nel XII secolo, insieme al monastero: è uno bellissimo esempio di architettura romanica sarda. Realizzata in conci calcarei, ha tre navate con copertura lignea, divise da arcate impostate su colonne. Uno dei capitelli è di epoca romana, come anche l’acquasantiera. Il portale architravato in facciata è decorato a intrecci e impostato su peducci con leoni.

Il territorio era frequentato nel Neolitico finale, come dimostra su Niu de su Pilloni, dove vedrai resti di strutture disposte a circolo, forse capanne, e di un’imponente cinta muraria. Sono stati trovati anche menhir, frammenti lapidei, ceramici e di ossidiana. Risalenti all’età del Bronzo vari nuraghi, alcuni ben conservati in località su Planu de Monti Arrexi e s’Inziru. Ad essi si affianca una notevole scoperta alle falde dell’Arcosu (1849): otto bronzetti nuragici, fra cui il ‘capo tribù’, alto trenta centimetri, custoditi oggi nel museo archeologico nazionale di Cagliari.

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