Ardar’s period of maximum splendour took place in the Middle Ages: it was one of the places of permanent and privileged residence of the Judges of Torres after the court was transferred there between the 11th and 12th centuries. The sovereigns decided to leave Torres because of the unhealthy climate and continuous Barbarian threats: they chose to spend a large part of the year in Ardara and spent the summer months in the castle of Burgos. The building of the main monuments in Ardara dates back to that period. You will see the ruins of the royal palace, an impressive complex with several floors, referred to in the documents as a palacium: the ruins consist of a 12-metre tall tower and what remains of the walls. It was the fulcrum of judicial power. Around the 'reggia', or royal palace, government and noble buildings began to appear. The other majestic work is the basilica of Nostra Signora del Regno (or Santa Maria del Regno) that reached us still intact and where weddings, enthronements and funerals of the reigning dynasty were once celebrated. On the subject of ceremonies, the celebration of the patron saint of Ardara attracts crowds of worshippers: the celebrations culminate in a procession on 9 May, accompanied by the choir of sos gosos, praise in honour of the Virgin Mary.
Nel Medioevo fu una delle dimore fisse e privilegiate dei giudici di Torres dopo il trasferimento della corte tra i secoli XI e XII. I sovrani decisero di lasciare Torres per clima insalubre e continue minacce dei barbareschi: scelsero Ardara per passarvi gran parte dell’anno e il castello di Burgos per i mesi estivi. A quel tempo risalgono i principali monumenti ardarini: il palazzo regale, del quale sono visibili i ruderi - una torre di 12 metri e resti di mura - fulcro del potere giudicale, attorno a cui sorgevano edifici governativi o gentilizi, e la basilica di Nostra Signora del Regno (o Santa Maria del Regno), giuntaci integralmente, dove venivano celebrati matrimoni, intronizzazioni e funerali della dinastia regnante. A proposito di cerimonie, la festa patronale di Ardara richiama folle di devoti: le celebrazioni culminano nella processione del 9 maggio, accompagnata dal coro dei sos gosos, lodi in onore della Madonna.
La basilica appare oggi con scura imponenza all’ingresso del piccolo borgo del Logudoro (con meno di 800 abitanti), arrampicato sulle pendici del Montesanto. Dall’alto poggio della basilica potrai osservare la pianura sottostante, una posizione dominante che accresce il fascino di un edificio fatto di nerissimi conci di trachite ‘ferrigna’. I lavori furono portati a termine da maestranze pisane nel 1107: sorse uno dei monumenti più rappresentativi dell’architettura romanica in Sardegna, caratterizzato da essenzialità e imponenza. Il suo interno è impreziosito dal bellissimo Retablo maggiore, il più grande del Cinquecento sardo e da un ciclo di affreschi seicenteschi. Nella cripta è stata trovata la tomba della regina Adelasia di Torres (XIII secolo).
Il piccolo borgo dal passato glorioso ha attorno un territorio tutto da scoprire: nei dintorni non perdere anche Nostra Signora di Castro (XII secolo) e basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, altro luogo di culto di straordinario impatto castello di monte Acuto, grotta di San Michele, da cui prende forma la ‘cultura di Ozieri’ (3200-2800 a.C.), nuraghe Burghidu e ponte romano sul rio Mannu.