Allai is set in the Massari river valley, encircled by hills clad in Mediterranean vegetation – myrtle bushes and arbutus, oak and mastic trees – at the feet of monte Grighine, from whose summit you can enjoy views of the giare, Montiferru and Gennargentu. It is a small Barigadu village within the province of Oristano that is home to less than 400 inhabitants. Documentary evidence of it dates to 1341 when, under Spanish control, it appeared as Alay. The modern name dates to the early XIX century. The village is graced with courtyard houses made of dark stone and embellished with decorative murals. At the centre is the Catalan-Gothic parish Church of the Santo Spirito, built between the XVI and XVII centuries. It features a single nave with a sequence of pointed arches and a variety of niche chapels. The largest of these has a cross vault ceiling and is home to a holy water font from the XI century. It has undergone a variety of changes over time. The door, rosette and some of the interior are original.
Sorge nella valle del rio Massari, circondato da colline ricoperte da verde mediterraneo - corbezzoli, lecci, lentischi e mirti - ai piedi del monte Grighine, sulla cui cima godrai del panorama su giare, Montiferru e Gennargentu. Allai è un piccolissimo centro di meno di 400 abitanti del Barigadu, territorio della provincia di Oristano, la cui prima attestazione storica è del 1341. Sotto dominazione spagnola, compare nei documenti come Alay, l’attuale denominazione risale ai primi del XIX secolo. Il centro storico è caratterizzato da case a corte in pietra scura, abbellite da colorati murales. Sorgono attorno alla parrocchiale dello Spirito santo, realizzata in stile gotico-catalano a cavallo tra XVI e XVII secolo: un’unica navata, scandita da archi a sesto acuto, lungo cui si affacciano varie cappelle. In quella maggiore, voltata a crociera, è conservata un’acquasantiera dell’XI secolo. Ha subito vari rifacimenti: dell’impianto originario sono portale, rosone e parte dell’interno.
L’artigianato occupa un posto di primo piano nella tradizione locale, in particolare la lavorazione de iscannos, sedie ricavate dall’intreccio del giunco. Da non perdere la casa sull’albero, realizzata completamente in legno. A poche centinaia di metri all’abitato vedrai i resti di un ponte sul Massari di epoca romana: su ponti ecciu, che era passaggio obbligato da Forum Traiani (Fordongianus) verso l’interno. Restaurato in età giudicale, il ponte rimase in uso per due millenni, sino a inizio XX secolo, quando sorse su ponte nou.
Nel sito di Pranu Orisa è stato scoperto un cospicuo e multiforme gruppo di menhir, tra i più significativi dell’Isola. Le perdas fittas (in sardo) sono in gran parte di trachite, alcuni di arenaria bianca, altri in porfirite scura. Fanno riferimento a tre tipologie: a sagoma ogivale e sezione piano convessa, a pilastrino stretto assottigliato verso l’alto e di dimensioni miniaturistiche. Gli aspetti figurativi presentano lo schema facciale a T con sopracciglia ricurve e allungate e nasi triangolari, e una cornice in rilievo a U rovescia disposta nella parte centrale della statua. Spesso essa racchiude dentro un elemento geometrico in rilievo recante segmenti incisi. Tre di questi menhir di Allai sono in mostra al museo della statuaria preistorica in Sardegna di Laconi, che ospita in tutto una collezione di 40 monoliti, alcuni giganti, che documentano lo sviluppo tipologico delle statue antropomorfe nel III millennio a.C. Nella stessa area delle monumentali pietre, datate fra Neolitico recente ed Eneolitico (3200-1800 a.C.) ci sono anche i resti di uno dei tanti monumenti preistorici dell’età del Bronzo: il nuraghe monotorre sa Pala ‘e sa cresia, realizzato con blocchi di trachite.